L’attività sperimentale è stata condotta nell’agro di Mola di Bari (Bari, Italia), un areale caratterizzato da condizioni pedoclimatiche che consentono la realizzazione di due cicli colturali di patata nello stesso anno. Questa peculiarità rappresenta un’opportunità agronomica rilevante, ma solleva interrogativi sulla gestione del materiale di propagazione tra cicli consecutivi, in particolare sulla dimensione del tubero-seme e sulla sua efficienza d’uso. Lo studio ha valutato l’effetto combinato della dimensione del tubero-seme (intero e a metà) e della cultivar (Actrice, Soprano e Loane) su produzione ed efficienza del sistema in due cicli distinti: patata precoce (febbraio–giugno 2025) e patata bisestile (settembre 2025–gennaio 2026). È stato adottato un disegno sperimentale a split-plot, con X ripetizioni. Nel ciclo precoce, l’impiego di tuberi-seme interi ha determinato un incremento della produzione (fino al 43%) e del numero di tuberi raccolti (+32%) rispetto ai tuberi tagliati, mentre questi ultimi hanno mostrato una maggiore efficienza di conversione in biomassa di tuberi (+21%). Tra le cultivar, Loane ha raggiunto i livelli produttivi più elevati (fino a +42%) rispetto a Soprano e Actrice, mentre Soprano si è distinta per una maggiore quota di tuberi di calibro commerciale (35–70 mm) e per un contenuto in sostanza secca più elevato (+18%), rispetto alle altre due cultivar. Nel ciclo bisestile, le differenze produttive dovute alle dimensioni del tubero-seme si sono ridotte, ma è emersa una forte interazione con la cultivar: Soprano ha mostrato un incremento produttivo utilizzando tuberi tagliati (+31%), mentre Loane ha evidenziato una riduzione (−19%) nelle stesse condizioni. Nel complesso, i risultati indicano che è necessario trovare il giusto compromesso tra efficienza produttiva e qualità, in quanto ad un aumento della sostanza secca della patata è associata una minore efficienza produttiva. Questi primi risultati evidenziano come la gestione della dimensione del tubero-seme e la scelta varietale rappresentino fattori chiave per ottimizzare la produzione.
Il doppio ciclo (precoce vs bisestile) della patata: come la dimensione del tubero seme modula produttività ed efficienza agronomica
Onofrio Davide Palmitessa
;Beniamino Leoni;Angelo Signore;Silvia Bitritto;Annalisa Somma;Adriano Didonna;Massimiliano Renna;Pietro Santamaria
2026-01-01
Abstract
L’attività sperimentale è stata condotta nell’agro di Mola di Bari (Bari, Italia), un areale caratterizzato da condizioni pedoclimatiche che consentono la realizzazione di due cicli colturali di patata nello stesso anno. Questa peculiarità rappresenta un’opportunità agronomica rilevante, ma solleva interrogativi sulla gestione del materiale di propagazione tra cicli consecutivi, in particolare sulla dimensione del tubero-seme e sulla sua efficienza d’uso. Lo studio ha valutato l’effetto combinato della dimensione del tubero-seme (intero e a metà) e della cultivar (Actrice, Soprano e Loane) su produzione ed efficienza del sistema in due cicli distinti: patata precoce (febbraio–giugno 2025) e patata bisestile (settembre 2025–gennaio 2026). È stato adottato un disegno sperimentale a split-plot, con X ripetizioni. Nel ciclo precoce, l’impiego di tuberi-seme interi ha determinato un incremento della produzione (fino al 43%) e del numero di tuberi raccolti (+32%) rispetto ai tuberi tagliati, mentre questi ultimi hanno mostrato una maggiore efficienza di conversione in biomassa di tuberi (+21%). Tra le cultivar, Loane ha raggiunto i livelli produttivi più elevati (fino a +42%) rispetto a Soprano e Actrice, mentre Soprano si è distinta per una maggiore quota di tuberi di calibro commerciale (35–70 mm) e per un contenuto in sostanza secca più elevato (+18%), rispetto alle altre due cultivar. Nel ciclo bisestile, le differenze produttive dovute alle dimensioni del tubero-seme si sono ridotte, ma è emersa una forte interazione con la cultivar: Soprano ha mostrato un incremento produttivo utilizzando tuberi tagliati (+31%), mentre Loane ha evidenziato una riduzione (−19%) nelle stesse condizioni. Nel complesso, i risultati indicano che è necessario trovare il giusto compromesso tra efficienza produttiva e qualità, in quanto ad un aumento della sostanza secca della patata è associata una minore efficienza produttiva. Questi primi risultati evidenziano come la gestione della dimensione del tubero-seme e la scelta varietale rappresentino fattori chiave per ottimizzare la produzione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


