In Europa, dal 1970, la commercializzazione di sementi di varietà di specie orticole è riservata esclusivamente alle varietà iscritte nel Catalogo Comune (CC) europeo sulla base di rigidi criteri di Distinguibilità, Uniformità e Stabilità (DUS). Questo sistema formale esclude l’iscrizione di varietà localmente adattate, non conformi ai requisiti DUS, limitandone la diffusione a scambi informali tra agricoltori. Per colmare questa lacuna, e consentire l’iscrizione e la parziale commercializzazione di varietà locali, nel 1998 sono stati introdotti i regimi in deroga delle Varietà da Conservazione (VC) e delle Varietà Amatoriali (VA). A oltre venticinque anni dalla loro introduzione, tuttavia, il loro impatto resta marginale: su 23.432 varietà orticole presenti nel CC, solo 259 (1,11%) sono VC e 1.315 (5,61%) VA. Di queste, in Italia risultano registrate, rispettivamente, 42 e 72 varietà. In generale l’attuazione dei due regimi è frammentata e affidata a pochi soggetti, localizzati soprattutto nelle regioni centrosettentrionali della penisola. In questo contesto, la Puglia è un caso emblematico: alta specializzazione orticola e ricca agrobiodiversità coesistono con una scarsa integrazione tra filiera sementiera e varietà locali. La regione contribuisce per un quarto alla produzione nazionale di ortaggi, è seconda in Italia per superfici da sementi orticole (~10.300 ha), leader per agricoltura biologica (~15.000 ha) e ha recuperato e caratterizzato circa 300 varietà locali grazie ai Piani di Sviluppo Rurale (PSR 2007–2013 e 2014–2020), ma ne ha iscritta solo una come VC nel 2025: il cavolfiore ‘Cima di cola’ (Brassica oleracea L. var. botrytis). In tale contesto, la Spin Off Accademica-Accreditata Se.Men.Te s.r.l., fondata nel 2026, si propone di diffondere a livello regionale competenze, processi e strumenti tecnico-normativi per la produzione, moltiplicazione, registrazione e commercializzazione di sementi di varietà locali pugliesi, contribuendo al rafforzamento della conservazione dinamica della biodiversità e della resilienza dei sistemi colturali regionali.

Valorizzazione delle varietà locali orticole pugliesi: dai vincoli normativi sementieri alle prospettive della filiera regionale

Adriano Didonna
;
Annalisa Somma;Silvia Bitritto;Onofrio Davide Palmitessa;Massimiliano Renna;Pietro Santamaria
2026-01-01

Abstract

In Europa, dal 1970, la commercializzazione di sementi di varietà di specie orticole è riservata esclusivamente alle varietà iscritte nel Catalogo Comune (CC) europeo sulla base di rigidi criteri di Distinguibilità, Uniformità e Stabilità (DUS). Questo sistema formale esclude l’iscrizione di varietà localmente adattate, non conformi ai requisiti DUS, limitandone la diffusione a scambi informali tra agricoltori. Per colmare questa lacuna, e consentire l’iscrizione e la parziale commercializzazione di varietà locali, nel 1998 sono stati introdotti i regimi in deroga delle Varietà da Conservazione (VC) e delle Varietà Amatoriali (VA). A oltre venticinque anni dalla loro introduzione, tuttavia, il loro impatto resta marginale: su 23.432 varietà orticole presenti nel CC, solo 259 (1,11%) sono VC e 1.315 (5,61%) VA. Di queste, in Italia risultano registrate, rispettivamente, 42 e 72 varietà. In generale l’attuazione dei due regimi è frammentata e affidata a pochi soggetti, localizzati soprattutto nelle regioni centrosettentrionali della penisola. In questo contesto, la Puglia è un caso emblematico: alta specializzazione orticola e ricca agrobiodiversità coesistono con una scarsa integrazione tra filiera sementiera e varietà locali. La regione contribuisce per un quarto alla produzione nazionale di ortaggi, è seconda in Italia per superfici da sementi orticole (~10.300 ha), leader per agricoltura biologica (~15.000 ha) e ha recuperato e caratterizzato circa 300 varietà locali grazie ai Piani di Sviluppo Rurale (PSR 2007–2013 e 2014–2020), ma ne ha iscritta solo una come VC nel 2025: il cavolfiore ‘Cima di cola’ (Brassica oleracea L. var. botrytis). In tale contesto, la Spin Off Accademica-Accreditata Se.Men.Te s.r.l., fondata nel 2026, si propone di diffondere a livello regionale competenze, processi e strumenti tecnico-normativi per la produzione, moltiplicazione, registrazione e commercializzazione di sementi di varietà locali pugliesi, contribuendo al rafforzamento della conservazione dinamica della biodiversità e della resilienza dei sistemi colturali regionali.
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