La gestione sostenibile dei sottoprodotti agroindustriali è fondamentale per l’economia circolare. La coltivazione di funghi medicinali come il Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst, 1881, rappresenta una soluzione promettente per le sue proprietà bioattive e l’adattabilità ai substrati [1]. Lo studio analizza la coltivazione di G. lucidum (WC806) su due substrati: F1 (bucce di caffè + segatura) e F2 (fondi di caffè esausti + residui di potatura). Entrambe le formulazioni includono crusca di mais, zucchero, CaCO3 e MnSO4. Le prestazioni di coltivazione sono state valutate tramite l’efficienza biologica su due raccolti; la composizione (umidità, sostanza secca, azoto, proteine, grassi, ceneri) e il profilo minerale (Fe, Ca, K, Mg, Cu) sono stati analizzati in funghi e substrati pre- e post-coltivazione. Le analisi sui corpi fruttiferi hanno incluso la quantificazione di N-acetil-D-glucosamina, proteine, polifenoli e polisaccaridi; l’attività antiossidante è stata valutata mediante il saggio DPPH. La formulazione F2 ha mostrato una resa più elevata e una maggiore efficienza biologica totale rispetto alla formulazione F1 ed il rapporto C/N è diminuito notevolmente dopo il raccolto in entrambi i substrati, evidenziando una potenziale valorizzazione sostenibile dei residui agroindustriali.

Valorizzazione dei fondi di caffè esausti nella coltivazione del Ganoderma lucidum: studio comparativo di due formulazioni di substrato e analisi fisicochimiche

Gaetano Balenzano;Fortunato Cirlincione;Maria Letizia Gargano;
2026-01-01

Abstract

La gestione sostenibile dei sottoprodotti agroindustriali è fondamentale per l’economia circolare. La coltivazione di funghi medicinali come il Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst, 1881, rappresenta una soluzione promettente per le sue proprietà bioattive e l’adattabilità ai substrati [1]. Lo studio analizza la coltivazione di G. lucidum (WC806) su due substrati: F1 (bucce di caffè + segatura) e F2 (fondi di caffè esausti + residui di potatura). Entrambe le formulazioni includono crusca di mais, zucchero, CaCO3 e MnSO4. Le prestazioni di coltivazione sono state valutate tramite l’efficienza biologica su due raccolti; la composizione (umidità, sostanza secca, azoto, proteine, grassi, ceneri) e il profilo minerale (Fe, Ca, K, Mg, Cu) sono stati analizzati in funghi e substrati pre- e post-coltivazione. Le analisi sui corpi fruttiferi hanno incluso la quantificazione di N-acetil-D-glucosamina, proteine, polifenoli e polisaccaridi; l’attività antiossidante è stata valutata mediante il saggio DPPH. La formulazione F2 ha mostrato una resa più elevata e una maggiore efficienza biologica totale rispetto alla formulazione F1 ed il rapporto C/N è diminuito notevolmente dopo il raccolto in entrambi i substrati, evidenziando una potenziale valorizzazione sostenibile dei residui agroindustriali.
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