Il processo fotosintetico, alla base dell’incremento della sostanza secca nelle piante, risulta essere strettamente legato all’intensità luminosa. Tuttavia al di sopra di una determinata soglia di irradianza (punto di saturazione) il tasso fotosintetico non mostra alcun incremento, raggiungendo uno stato stazionario. L’eccesso di energia radiante, oltre ad enfatizzare le perdite dovute ai processi di fotoinattivazione e foto protezione (Non Photochemical Quenching, trasporti elettronici alternativi e foto respirazione), comporta un incremento della temperatura ed un relativo aumento dei consumi idrici dovuti alla traspirazione fogliare. Una possibile strategia che la pianta opera per contrastare le perdite idriche consiste nel modulare l’apertura stomatica, sebbene questo comporti una diminuzione dell’organicazione della CO2 ed un incremento della temperatura interna degli organi fotosintetici. Nel presente lavoro vengono valutate e confrontate le performance produttive, fotosintetiche, lo stato idrico e l’entità dei meccanismi fotoprotettivi e di fotoinattivazione di piante di pesco (cv Alice col.) sottoposte a regimi luminosi di piena luce e di moderato ombreggiamento (40%) attraverso apprestamenti protettivi. La riduzione della radiazione incidente di circa il 40% non ha fatto registrare alcun decremento della fotosintesi netta mentre, in combinazione con il relativo abbassamento della temperatura occorso sotto rete ombreggiante, ha determinato il decremento della traspirazione e del potenziale idrico delle foglie ed un corrispettivo incremento dell’efficienza d’uso dell’acqua. La radiazione incidente in eccesso è stata indirizzata principalmente al processo fotoprotettivo di Non Photochemical Quenching, capace di dissipare fino al 68% della luce assorbita dalle foglie, coadiuvato dai trasporti elettronici alternativi e dalla foto respirazione. Gli alberi sottoposti a regime di moderato ombreggiamento hanno mostrato produzioni più elevate attribuibili, probabilmente, ad un miglior stato idrico delle piante ed alle mancate perdite di fotosintati determinate dai processi fotoprotettivi e di foto inattivazione.

Moderato ombreggiamento in pesco: effetti su consumo idrico, assimilazione e ripartizione dell’energia

P. Losciale
;
2010

Abstract

Il processo fotosintetico, alla base dell’incremento della sostanza secca nelle piante, risulta essere strettamente legato all’intensità luminosa. Tuttavia al di sopra di una determinata soglia di irradianza (punto di saturazione) il tasso fotosintetico non mostra alcun incremento, raggiungendo uno stato stazionario. L’eccesso di energia radiante, oltre ad enfatizzare le perdite dovute ai processi di fotoinattivazione e foto protezione (Non Photochemical Quenching, trasporti elettronici alternativi e foto respirazione), comporta un incremento della temperatura ed un relativo aumento dei consumi idrici dovuti alla traspirazione fogliare. Una possibile strategia che la pianta opera per contrastare le perdite idriche consiste nel modulare l’apertura stomatica, sebbene questo comporti una diminuzione dell’organicazione della CO2 ed un incremento della temperatura interna degli organi fotosintetici. Nel presente lavoro vengono valutate e confrontate le performance produttive, fotosintetiche, lo stato idrico e l’entità dei meccanismi fotoprotettivi e di fotoinattivazione di piante di pesco (cv Alice col.) sottoposte a regimi luminosi di piena luce e di moderato ombreggiamento (40%) attraverso apprestamenti protettivi. La riduzione della radiazione incidente di circa il 40% non ha fatto registrare alcun decremento della fotosintesi netta mentre, in combinazione con il relativo abbassamento della temperatura occorso sotto rete ombreggiante, ha determinato il decremento della traspirazione e del potenziale idrico delle foglie ed un corrispettivo incremento dell’efficienza d’uso dell’acqua. La radiazione incidente in eccesso è stata indirizzata principalmente al processo fotoprotettivo di Non Photochemical Quenching, capace di dissipare fino al 68% della luce assorbita dalle foglie, coadiuvato dai trasporti elettronici alternativi e dalla foto respirazione. Gli alberi sottoposti a regime di moderato ombreggiamento hanno mostrato produzioni più elevate attribuibili, probabilmente, ad un miglior stato idrico delle piante ed alle mancate perdite di fotosintati determinate dai processi fotoprotettivi e di foto inattivazione.
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