This paper explores the intersection between the methodological approach of educational autobiography and the transformative potential offered by Generative Artificial Intelligence (GAI) tools in education and teaching. The objective is twofold: on the one hand, to analyse how autobiographical narration, as a device for self-reflection and identity construction, can be enhanced by the capabilities of GAI in visualising and reworking memories; on the other hand, to present the results of a case study conducted on a group of secondary school teachers. The results highlight a generally positive perception of the impact of this hybrid methodology on motivation and the personalisation of learning paths, while raising challenging questions related to ethics, digital skills and replicability in complex school contexts. The analysis concludes with a reflection on the implications for teacher training and the need to develop a “prompt pedagogy” that integrates reflective humanism with technological innovation, in line with the challenges of inclusion and personalised teaching.

Il presente contributo esplora l’intersezione tra l’approccio metodologico dell’autobiografia formativa e il potenziale trasformativo offerto dagli strumenti di Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) in ambito educativo e didattico. L’obiettivo è duplice: da un lato, analizzare come la narrazione autobiografica, quale dispositivo di auto-riflessione e costruzione identitaria, possa essere potenziata dalle capacità dell’IAG nella visualizzazione e rielaborazione dei ricordi; dall’altro, presentare i risultati di uno studio di caso condotto su un gruppo di docenti di scuola secondaria di secondo grado. I risultati evidenziano una percezione generalmente positiva dell’impatto di questa metodologia ibrida sulla motivazione e sulla personalizzazione dei percorsi di apprendimento, pur sollevando questioni sfidanti relative all’etica, alle competenze digitali e alla replicabilità in contesti scolastici complessi. L’analisi si conclude con una riflessione sulle implicazioni per la formazione degli educatori e sulla necessità di sviluppare una “pedagogia del prompt” che integri l’umanesimo riflessivo con l’innovazione tecnologica, in linea con le sfide dell’inclusione e della didattica personalizzata.

Dare forma ai ricordi: un percorso tra autobiografia formativa e Intelligenza Artificiale

Sarcina F.
;
Cuzzi A.;Baldassarre M.
2026-01-01

Abstract

This paper explores the intersection between the methodological approach of educational autobiography and the transformative potential offered by Generative Artificial Intelligence (GAI) tools in education and teaching. The objective is twofold: on the one hand, to analyse how autobiographical narration, as a device for self-reflection and identity construction, can be enhanced by the capabilities of GAI in visualising and reworking memories; on the other hand, to present the results of a case study conducted on a group of secondary school teachers. The results highlight a generally positive perception of the impact of this hybrid methodology on motivation and the personalisation of learning paths, while raising challenging questions related to ethics, digital skills and replicability in complex school contexts. The analysis concludes with a reflection on the implications for teacher training and the need to develop a “prompt pedagogy” that integrates reflective humanism with technological innovation, in line with the challenges of inclusion and personalised teaching.
2026
9791255685319
Il presente contributo esplora l’intersezione tra l’approccio metodologico dell’autobiografia formativa e il potenziale trasformativo offerto dagli strumenti di Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) in ambito educativo e didattico. L’obiettivo è duplice: da un lato, analizzare come la narrazione autobiografica, quale dispositivo di auto-riflessione e costruzione identitaria, possa essere potenziata dalle capacità dell’IAG nella visualizzazione e rielaborazione dei ricordi; dall’altro, presentare i risultati di uno studio di caso condotto su un gruppo di docenti di scuola secondaria di secondo grado. I risultati evidenziano una percezione generalmente positiva dell’impatto di questa metodologia ibrida sulla motivazione e sulla personalizzazione dei percorsi di apprendimento, pur sollevando questioni sfidanti relative all’etica, alle competenze digitali e alla replicabilità in contesti scolastici complessi. L’analisi si conclude con una riflessione sulle implicazioni per la formazione degli educatori e sulla necessità di sviluppare una “pedagogia del prompt” che integri l’umanesimo riflessivo con l’innovazione tecnologica, in linea con le sfide dell’inclusione e della didattica personalizzata.
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