Nel contesto contemporaneo, segnato da polarizzazione sociale, narrazioni tossiche e pratiche discorsive escludenti, i discorsi d’odio agiscono come dispositivi simbolici capaci di produrre marginaliz- zazione, ferire i processi di riconoscimento e compromettere il senso di appartenenza. Essi non si manifestano soltanto in forme esplicite di discriminazione, ma anche attraverso linguaggi ordinari, stereotipi, micro-aggressioni e rappresentazioni sociali che colpisco- no in modo particolare le vulnerabilità meno visibili. Tra queste, la condizione dei minori adottati costituisce un ambi- to ancora poco esplorato nel dibattito pedagogico. Il contributo intende analizzare come i discorsi d’odio possano incidere sui percorsi di bambini e ragazzi adottati nei contesti educa- tivi, in particolare scolastici, sia in presenza di differenze somatiche, come spesso accade nelle adozioni internazionali, sia attraverso ele- menti identitari più impliciti, quali il cognome, la discontinuità biogra- fica, la pluralità delle appartenenze familiari e le rappresentazioni ste- reotipate dell’adozione. Tali dinamiche possono generare forme di disagio educativo che investono la costruzione dell’identità, il benessere relazionale e la qualità dell’inclusione. Particolare attenzione è rivolta alle situazioni di special needs adoption, nelle quali ulteriori fragilità possono amplificare il rischio di stigmatizzazione ed esclusione. A partire da una prospettiva di pedagogia sociale critica, in dia- logo con l’approccio delle capabilities, il contributo assume i conte- sti educativi come spazi ambivalenti, capaci sia di riprodurre logiche escludenti sia di promuovere pratiche di resistenza pedagogica. In tale direzione, dispositivi riflessivi quali la supervisione pedagogica possono sostenere il riconoscimento dei bias culturali e la costruzio- 67 FORMAZIONE, CITTADINANZA E HATE SPEECH ne di contesti capacitanti, fondati sulla cura delle differenze, sulla comprensione e su una cittadinanza autenticamente inclusiva. Parole chiave: Discorsi d’odio; Adozione; Disagio educativo; Supervisione pedagogica; Inclusione. BIBLIOGRAFIA Butler J. (1997). Excitable Speech. Routledge. Freire P. (1970). Pedagogy of the Oppressed. Continuum. Muschitiello A. (2023). Bambini adottati a scuola: valutare il disagio educativo per promuovere benessere relazionale e inclusione umana. Pedagogia Oggi, 21(1), 176–184. Nussbaum M. (2011). Creating Capabilities. Harvard University Press. Palacios J., Moreno C., & Roman M. (2013). Social competence in internationally adopted and institutionalized children. Early Childhood Research Quarterly, 28, 357–365. Riva M.G. (2015). La scuola come sistema di relazioni, emozioni e affetti. Pedagogia Oggi, 2, 202–213. Santerini M. (2003). La formazione interculturale dei genitori adotti- vi. La Famiglia, 218, 5–14. Sen A. (1999). Development as Freedom. Oxford University Press. Wodak R. (2015). The Politics of Fear. Sage. Zoletto D. (2012). Pedagogia interculturale. Laterza.
DISCORSI D’ODIO E VULNERABILITÀ INVISIBILI NEI CONTESTI EDUCATIVI: l’esperienza dei minori adottati tra stigmatizzazione, disagio educativo e resistenza pedagogica
Angela Muschitiello
2026-01-01
Abstract
Nel contesto contemporaneo, segnato da polarizzazione sociale, narrazioni tossiche e pratiche discorsive escludenti, i discorsi d’odio agiscono come dispositivi simbolici capaci di produrre marginaliz- zazione, ferire i processi di riconoscimento e compromettere il senso di appartenenza. Essi non si manifestano soltanto in forme esplicite di discriminazione, ma anche attraverso linguaggi ordinari, stereotipi, micro-aggressioni e rappresentazioni sociali che colpisco- no in modo particolare le vulnerabilità meno visibili. Tra queste, la condizione dei minori adottati costituisce un ambi- to ancora poco esplorato nel dibattito pedagogico. Il contributo intende analizzare come i discorsi d’odio possano incidere sui percorsi di bambini e ragazzi adottati nei contesti educa- tivi, in particolare scolastici, sia in presenza di differenze somatiche, come spesso accade nelle adozioni internazionali, sia attraverso ele- menti identitari più impliciti, quali il cognome, la discontinuità biogra- fica, la pluralità delle appartenenze familiari e le rappresentazioni ste- reotipate dell’adozione. Tali dinamiche possono generare forme di disagio educativo che investono la costruzione dell’identità, il benessere relazionale e la qualità dell’inclusione. Particolare attenzione è rivolta alle situazioni di special needs adoption, nelle quali ulteriori fragilità possono amplificare il rischio di stigmatizzazione ed esclusione. A partire da una prospettiva di pedagogia sociale critica, in dia- logo con l’approccio delle capabilities, il contributo assume i conte- sti educativi come spazi ambivalenti, capaci sia di riprodurre logiche escludenti sia di promuovere pratiche di resistenza pedagogica. In tale direzione, dispositivi riflessivi quali la supervisione pedagogica possono sostenere il riconoscimento dei bias culturali e la costruzio- 67 FORMAZIONE, CITTADINANZA E HATE SPEECH ne di contesti capacitanti, fondati sulla cura delle differenze, sulla comprensione e su una cittadinanza autenticamente inclusiva. Parole chiave: Discorsi d’odio; Adozione; Disagio educativo; Supervisione pedagogica; Inclusione. BIBLIOGRAFIA Butler J. (1997). Excitable Speech. Routledge. Freire P. (1970). Pedagogy of the Oppressed. Continuum. Muschitiello A. (2023). Bambini adottati a scuola: valutare il disagio educativo per promuovere benessere relazionale e inclusione umana. Pedagogia Oggi, 21(1), 176–184. Nussbaum M. (2011). Creating Capabilities. Harvard University Press. Palacios J., Moreno C., & Roman M. (2013). Social competence in internationally adopted and institutionalized children. Early Childhood Research Quarterly, 28, 357–365. Riva M.G. (2015). La scuola come sistema di relazioni, emozioni e affetti. Pedagogia Oggi, 2, 202–213. Santerini M. (2003). La formazione interculturale dei genitori adotti- vi. La Famiglia, 218, 5–14. Sen A. (1999). Development as Freedom. Oxford University Press. Wodak R. (2015). The Politics of Fear. Sage. Zoletto D. (2012). Pedagogia interculturale. Laterza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


