Nel paper verrà analizzato il caso della città di Taranto, conosciuta in tutto il mondo come città simbolo dell'inquinamento industriale. Ma qui ora si pensa ad una riconversione ambientale ed economica, che passi attraverso l’istituzione di un’area marina protetta. In particolare, la risoluzione per l’Amp delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo è stata votata all’unanimità dal Parlamento, ora è al vaglio del Mistero dell’Ambiente che sta facendo gli approfondimenti scientifici, necessari prima di emanare il decreto ministeriale di istituzione. Tuttavia, ci sono tanti interessi locali da mettere insieme e contemperare che saranno indagati: da quelli delle grandi industrie di base, marina militare a quelli del settore della pesca, artigianato, agroalimentare e a quelli della comunità locale, associazioni di categoria e ambientaliste, scuola e università, amministrazione comunale. Tutto ciò è importante perché Taranto deve affrancarsi dalla sua vocazione industriale. E grazie a questa risoluzione parlamentare che le parole area marina protetta, mitilicoltura e turismo entrano nel vocabolario economico della città con il fine duale di portare avanti un percorso di diversificazione economica sostenibile e tutelare l’ambiente. È il momento giusto per cambiare il paradigma di Taranto, puntando sul turismo sostenibile, riscoprendo la molluschicoltura, valorizzando la risorse naturali dei suoi mari; nel Mar Piccolo vivono i cavallucci marini, ma anche diverse specie protette, in particolare nel Mar Grande i cetacei. Nella prevalenza dei casi secondo la letteratura, quindi, la partecipazione della comunità locale e dei diversi stakeholders rappresenta una condizione necessaria per definire modelli di governance utili per la concreta realizzazione di strategie di sostenibilità. Da ciò, il paper si propone di focalizzare l’attenzione sul ruolo dei diversi stakeholders nei processi di sustainable destination building mediante interviste in profondità e l’adozione di un approccio qualitativo. Il paper parte dall’assunto che nel caso di territori minori il processo di sustainable destination building necessita di un ruolo attivo della comunità locale sul futuro della città. Nell’ambito dell’approccio manageriale allo sviluppo turistico sostenibile – basato sul rapporto sinergico tra sostenibilità, competitività e management – la finalità del presente paper è, quindi, l’analisi delle dinamiche relazionali tra gli stakeholders al fine di identificare le condizioni di contesto utili a sviluppare lo stakeholders engagement e l’embedded governance. L’approfondimento della letteratura sul destination building e sullo stakeholder engagement ha consentito di articolare la ricerca al fine di analizzare caratteri e problematiche dei diversi stakeholders e indagare il ruolo del capitale sociale per lo sviluppo sostenibile di una destinazione. L’ampiamento alle dimensioni della governance e della comunità locale, mediante processi di stakeholder engagement, non deve però rappresentare un mero adempimento formale ma deve concretamente favorire la convergenza dei processi top-down (interventi e strumenti di regolazione da parte della governance ai diversi livelli nazionali e sovra-nazionali) e bottom-up posti in essere non solo dalle imprese ma anche dalla comunità locale. Ne emerge che la principale determinante della competitività di queste destinazioni è il progresso equilibrato di tutte le sue componenti.
Un percorso di diversificazione sostenibile per il futuro di Taranto che tuteli l'ambiente e che avvenga attraverso l'istituzione delle AMP
Iaffaldano Nicolaia
;Pardolesi Paolo
2025-01-01
Abstract
Nel paper verrà analizzato il caso della città di Taranto, conosciuta in tutto il mondo come città simbolo dell'inquinamento industriale. Ma qui ora si pensa ad una riconversione ambientale ed economica, che passi attraverso l’istituzione di un’area marina protetta. In particolare, la risoluzione per l’Amp delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo è stata votata all’unanimità dal Parlamento, ora è al vaglio del Mistero dell’Ambiente che sta facendo gli approfondimenti scientifici, necessari prima di emanare il decreto ministeriale di istituzione. Tuttavia, ci sono tanti interessi locali da mettere insieme e contemperare che saranno indagati: da quelli delle grandi industrie di base, marina militare a quelli del settore della pesca, artigianato, agroalimentare e a quelli della comunità locale, associazioni di categoria e ambientaliste, scuola e università, amministrazione comunale. Tutto ciò è importante perché Taranto deve affrancarsi dalla sua vocazione industriale. E grazie a questa risoluzione parlamentare che le parole area marina protetta, mitilicoltura e turismo entrano nel vocabolario economico della città con il fine duale di portare avanti un percorso di diversificazione economica sostenibile e tutelare l’ambiente. È il momento giusto per cambiare il paradigma di Taranto, puntando sul turismo sostenibile, riscoprendo la molluschicoltura, valorizzando la risorse naturali dei suoi mari; nel Mar Piccolo vivono i cavallucci marini, ma anche diverse specie protette, in particolare nel Mar Grande i cetacei. Nella prevalenza dei casi secondo la letteratura, quindi, la partecipazione della comunità locale e dei diversi stakeholders rappresenta una condizione necessaria per definire modelli di governance utili per la concreta realizzazione di strategie di sostenibilità. Da ciò, il paper si propone di focalizzare l’attenzione sul ruolo dei diversi stakeholders nei processi di sustainable destination building mediante interviste in profondità e l’adozione di un approccio qualitativo. Il paper parte dall’assunto che nel caso di territori minori il processo di sustainable destination building necessita di un ruolo attivo della comunità locale sul futuro della città. Nell’ambito dell’approccio manageriale allo sviluppo turistico sostenibile – basato sul rapporto sinergico tra sostenibilità, competitività e management – la finalità del presente paper è, quindi, l’analisi delle dinamiche relazionali tra gli stakeholders al fine di identificare le condizioni di contesto utili a sviluppare lo stakeholders engagement e l’embedded governance. L’approfondimento della letteratura sul destination building e sullo stakeholder engagement ha consentito di articolare la ricerca al fine di analizzare caratteri e problematiche dei diversi stakeholders e indagare il ruolo del capitale sociale per lo sviluppo sostenibile di una destinazione. L’ampiamento alle dimensioni della governance e della comunità locale, mediante processi di stakeholder engagement, non deve però rappresentare un mero adempimento formale ma deve concretamente favorire la convergenza dei processi top-down (interventi e strumenti di regolazione da parte della governance ai diversi livelli nazionali e sovra-nazionali) e bottom-up posti in essere non solo dalle imprese ma anche dalla comunità locale. Ne emerge che la principale determinante della competitività di queste destinazioni è il progresso equilibrato di tutte le sue componenti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


