Ogni bonifica ambientale rappresenta un’importante sfida organizzativa, normativa e soprattutto tecnologica, che richiede la messa in campo di tutti gli strumenti e le pratiche disponibili per il raggiungimento degli obiettivi di risanamento. Fra gli strumenti tecnologici che al giorno d’oggi si stanno ritagliando sempre più spazio in svariati campi di impiego troviamo sicuramente i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, anche detti droni, e a questa tendenza non è escluso il settore delle bonifiche ambientali. La principale possibilità di impiego dei droni nel campo delle bonifiche riguarda prevalentemente la fase di caratterizzazione dei siti inquinati, dove si rende necessario acquisire tutte le informazioni e i dati utili a rappresentare la situazione emissiva per poter meglio progettare i successivi interventi. In questo senso i droni rappresentano oggi una tecnologia assolutamente d’avanguardia nella raccolta di informazioni poiché ogni intervento restituisce una mole notevole di dati in un lasso di tempo molto ridotto. Si pensi, a titolo esemplificativo, che la scansione con sensore metano di un sito di discarica della superficie di 10 ha si effettua in circa due ore con la raccolta di circa 50.000 punti di misura. Tuttavia, l’impiego dei droni in questo campo necessita della definizione puntuale sia degli aspetti più squisitamente tecnici della strumentazione da utilizzare, con particolare riferimento ai sensori più adeguati, sia dell’approccio all’indagine sul campo che richiede specifici metodi di ricerca oltre che protocolli gestionali. La messa a punto di tali elementi richiede una profonda fase di ricerca e di studio che sono alla base di un rilievo eseguito con rigore e correttezza affinché tali strumenti possano essere effettivamente d’ausilio nella caratterizzazione dei siti inquinati. Sebbene i droni, equipaggiati con appositi sensori, possano essere ritenuti una soluzione tecnologica innovativa nel campo delle bonifiche, pur tuttavia le applicazioni mature in questo settore appaiono ancora piuttosto limitate. La sfida che ha colto il gruppo di ricerca del Dipartimento Jonico riguarda proprio lo studio delle possibilità di impiego dei droni nella caratterizzazione della matrice aria, con la definizione dei protocolli di intervento sia nell’uso di sensori metano, che di quelli cosiddetti “multigas”, contenenti apparati selettivi verso specifiche sostanze. La ricerca attuale è indirizzata verso la definizione di sistemi non transitori, come quelli che prevedono l’impiego delle strumentazioni terrestri semplicemente trasportate in aria dal drone, ma che possano risultare soluzioni innovative del futuro sia in termini di sensori utilizzati che di protocolli di intervento sul campo, entrambi necessari per realizzare sistemi utilizzabili nella pratica.

L’uso di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (droni) nelle bonifiche ambientali: tecnologie e processi innovativi per la caratterizzazione di siti inquinati

giuseppe tassielli
2023-01-01

Abstract

Ogni bonifica ambientale rappresenta un’importante sfida organizzativa, normativa e soprattutto tecnologica, che richiede la messa in campo di tutti gli strumenti e le pratiche disponibili per il raggiungimento degli obiettivi di risanamento. Fra gli strumenti tecnologici che al giorno d’oggi si stanno ritagliando sempre più spazio in svariati campi di impiego troviamo sicuramente i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, anche detti droni, e a questa tendenza non è escluso il settore delle bonifiche ambientali. La principale possibilità di impiego dei droni nel campo delle bonifiche riguarda prevalentemente la fase di caratterizzazione dei siti inquinati, dove si rende necessario acquisire tutte le informazioni e i dati utili a rappresentare la situazione emissiva per poter meglio progettare i successivi interventi. In questo senso i droni rappresentano oggi una tecnologia assolutamente d’avanguardia nella raccolta di informazioni poiché ogni intervento restituisce una mole notevole di dati in un lasso di tempo molto ridotto. Si pensi, a titolo esemplificativo, che la scansione con sensore metano di un sito di discarica della superficie di 10 ha si effettua in circa due ore con la raccolta di circa 50.000 punti di misura. Tuttavia, l’impiego dei droni in questo campo necessita della definizione puntuale sia degli aspetti più squisitamente tecnici della strumentazione da utilizzare, con particolare riferimento ai sensori più adeguati, sia dell’approccio all’indagine sul campo che richiede specifici metodi di ricerca oltre che protocolli gestionali. La messa a punto di tali elementi richiede una profonda fase di ricerca e di studio che sono alla base di un rilievo eseguito con rigore e correttezza affinché tali strumenti possano essere effettivamente d’ausilio nella caratterizzazione dei siti inquinati. Sebbene i droni, equipaggiati con appositi sensori, possano essere ritenuti una soluzione tecnologica innovativa nel campo delle bonifiche, pur tuttavia le applicazioni mature in questo settore appaiono ancora piuttosto limitate. La sfida che ha colto il gruppo di ricerca del Dipartimento Jonico riguarda proprio lo studio delle possibilità di impiego dei droni nella caratterizzazione della matrice aria, con la definizione dei protocolli di intervento sia nell’uso di sensori metano, che di quelli cosiddetti “multigas”, contenenti apparati selettivi verso specifiche sostanze. La ricerca attuale è indirizzata verso la definizione di sistemi non transitori, come quelli che prevedono l’impiego delle strumentazioni terrestri semplicemente trasportate in aria dal drone, ma che possano risultare soluzioni innovative del futuro sia in termini di sensori utilizzati che di protocolli di intervento sul campo, entrambi necessari per realizzare sistemi utilizzabili nella pratica.
2023
978 88 8080 574 8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/526702
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