INTRODUZIONE: La Terapia Anticoagulante Orale (TAO) è il trattamento utilizzato nella cura e nella prevenzione di malattie trombo-emboliche e patologie cardiovascolari, il cui meccanismo di azione si esplica attraverso l’uso di farmaci antagonisti della vitamina K (dicumarolici) che riduconoin modo controllato e reversibile il fisiologico processo della coagulazione. Trattandosi di una terapia “salvavita” che va avanti sine die, è necessario che il paziente ne conosca indicazioni cliniche, meccanismi di azione ed effetti collaterali e che si sottoponga ai controlli periodici del Prothrombine Time (PT) e dell’International Normalized Ratio (INR).Tali fattoriindicano l’efficacia biologica della TAOe devono rientrare in un range terapeutico predeterminato.La gestione dei pazienti in TAO è spesso affidata ai Medici di Medicina Generale, ma in letteratura diverse evidenze suggeriscono un’efficace gestione terapeutica anche da parte dei Farmacisti. Ad oggi, nessuno studio ha valutato l’efficacia della gestione infermieristica di tali pazienti. Scopo del presente studio è statoquello di valutare l’efficacia clinica del modello Nurse Home (NH) rispetto al modello Usual Care (UC) in termini di mantenimento medio dei tempi di risposta in range (TTR) di un gruppo di pazienti in TAO. MATERIALI E METODI: Lo studio, condotto tra febbraio e maggio 2013 in un Centro di Cure Primarie (CCP) abruzzese, ha arruolato90 pazienti in TAO, assegnati in modo casuale al gruppo UC o NH.I soggetti del gruppo UC si recavano al CCP e ricevuto il valore dell’INR, lo sottoponevano al MMG che stabiliva il dosaggio settimanale del dicumarolico.I soggetti del gruppo NH ricevevano settimanalmente la visita al proprio domicilio da parte dell’infermiere che, tramite un coagulometro, rilevava il valore dell’INR, lo comunicava al Medico del CCP e riceveva in tempo reale il dosaggio settimanale del dicumarolico. Inoltre, i pazienti ed i loro caregiver ricevevano un intervento educativo ed una guida pratica sulla corretta gestione della TAO (interazione tra farmaci e dieta; gestione delle complicanze). RISULTATI: Non sono state riscontrate differenze statisticamente significativefra i due gruppi rispetto alle variabili età (70.8 aa nel NH; 71.2 aa nel UC; p>0.05), genere (26 maschi, 19 femmine nel NH; 27 maschi, 18 femmine nel UC; p>0.05) ed indicazioni alla TAO (p>0.05). Durante i tre mesi di controllo, il range terapeutico (TTR) è stato mantenuto per un periodo complessivo di 46 giorni (55.5%) dai pazienti assegnati al gruppo UC, contro i 62.4 giorni (71.5%) dei pazienti assegnati al gruppo NH che hanno, quindi, manifestato un incremento del 16%. CONCLUSIONE: Il controllo a lungo termine dei pazienti in TAO richiede una sinergia tra le attività cliniche, laboratoristiche ed educative, queste ultime proprie della figura infermieristica.La gestione dei pazienti in TAO con un nuovo modello a gestione domiciliare da parte degli infermieri, in relazione alla maggiore permanenza del tempo di risposta in range, porta ad una migliore compliance terapeutica dei pazienti, sia in termini di aderenza alla terapia che in termini di aderenza al programma di controlli periodici.

L’efficacia del modello “Nurse-Home” nel miglioramento degli outcomes terapeutici dei pazienti in Terapia Anticoagulante Orale

Cicolini G
2014

Abstract

INTRODUZIONE: La Terapia Anticoagulante Orale (TAO) è il trattamento utilizzato nella cura e nella prevenzione di malattie trombo-emboliche e patologie cardiovascolari, il cui meccanismo di azione si esplica attraverso l’uso di farmaci antagonisti della vitamina K (dicumarolici) che riduconoin modo controllato e reversibile il fisiologico processo della coagulazione. Trattandosi di una terapia “salvavita” che va avanti sine die, è necessario che il paziente ne conosca indicazioni cliniche, meccanismi di azione ed effetti collaterali e che si sottoponga ai controlli periodici del Prothrombine Time (PT) e dell’International Normalized Ratio (INR).Tali fattoriindicano l’efficacia biologica della TAOe devono rientrare in un range terapeutico predeterminato.La gestione dei pazienti in TAO è spesso affidata ai Medici di Medicina Generale, ma in letteratura diverse evidenze suggeriscono un’efficace gestione terapeutica anche da parte dei Farmacisti. Ad oggi, nessuno studio ha valutato l’efficacia della gestione infermieristica di tali pazienti. Scopo del presente studio è statoquello di valutare l’efficacia clinica del modello Nurse Home (NH) rispetto al modello Usual Care (UC) in termini di mantenimento medio dei tempi di risposta in range (TTR) di un gruppo di pazienti in TAO. MATERIALI E METODI: Lo studio, condotto tra febbraio e maggio 2013 in un Centro di Cure Primarie (CCP) abruzzese, ha arruolato90 pazienti in TAO, assegnati in modo casuale al gruppo UC o NH.I soggetti del gruppo UC si recavano al CCP e ricevuto il valore dell’INR, lo sottoponevano al MMG che stabiliva il dosaggio settimanale del dicumarolico.I soggetti del gruppo NH ricevevano settimanalmente la visita al proprio domicilio da parte dell’infermiere che, tramite un coagulometro, rilevava il valore dell’INR, lo comunicava al Medico del CCP e riceveva in tempo reale il dosaggio settimanale del dicumarolico. Inoltre, i pazienti ed i loro caregiver ricevevano un intervento educativo ed una guida pratica sulla corretta gestione della TAO (interazione tra farmaci e dieta; gestione delle complicanze). RISULTATI: Non sono state riscontrate differenze statisticamente significativefra i due gruppi rispetto alle variabili età (70.8 aa nel NH; 71.2 aa nel UC; p>0.05), genere (26 maschi, 19 femmine nel NH; 27 maschi, 18 femmine nel UC; p>0.05) ed indicazioni alla TAO (p>0.05). Durante i tre mesi di controllo, il range terapeutico (TTR) è stato mantenuto per un periodo complessivo di 46 giorni (55.5%) dai pazienti assegnati al gruppo UC, contro i 62.4 giorni (71.5%) dei pazienti assegnati al gruppo NH che hanno, quindi, manifestato un incremento del 16%. CONCLUSIONE: Il controllo a lungo termine dei pazienti in TAO richiede una sinergia tra le attività cliniche, laboratoristiche ed educative, queste ultime proprie della figura infermieristica.La gestione dei pazienti in TAO con un nuovo modello a gestione domiciliare da parte degli infermieri, in relazione alla maggiore permanenza del tempo di risposta in range, porta ad una migliore compliance terapeutica dei pazienti, sia in termini di aderenza alla terapia che in termini di aderenza al programma di controlli periodici.
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