Il contributo propone una riflessione teorico-critica sul ruolo delle architetture difensive minori nei paesaggi rurali e costieri dell'Adriatico meridionale, attraverso una lettura comparata della torre di Dračevica, nel Parco Nazionale del Lago di Scutari (Montenegro), e della Torre Spoto, situata nel Parco Naturale Regionale di Lama Balice (Puglia). Entrambe, con morfologia compatta, tecniche costruttive tradizionali in pietra calcarea e collocazione strategica, incarnano forme ibride di presidio territoriale legate a dinamiche agro-pastorali e pratiche di transumanza. Lo studio, fondato su rilievi diretti e lettura integrata del contesto geomorfologico e insediativo, intende restituire la densità simbolica e la persistenza funzionale di tali manufatti, interpretati come nodi di memoria spaziale e dispositivi culturali. La torre di Dračevica, risalente tra XVI e XVII secolo, si configura come elemento di una rete storica di sorveglianza montana; la Torre Spoto, pur scarsamente documentata, rivela un'articolata funzione di presidio agrario lungo i corridoi ecologici pugliesi. L'approccio interdisciplinare adottato mira a delineare strumenti critici per la valorizzazione del patrimonio architettonico marginale, promuovendo strategie di conservazione integrata e processi di riappropriazione culturale del paesaggio.
Architetture marginali e identità territoriale nei paesaggi costieri adriatici: lettura comparativa tra la torre di Dračevica (Montenegro) e la Torre Spoto (Puglia)
Custode FiorielloMethodology
;Angela DiceglieSupervision
In corso di stampa
Abstract
Il contributo propone una riflessione teorico-critica sul ruolo delle architetture difensive minori nei paesaggi rurali e costieri dell'Adriatico meridionale, attraverso una lettura comparata della torre di Dračevica, nel Parco Nazionale del Lago di Scutari (Montenegro), e della Torre Spoto, situata nel Parco Naturale Regionale di Lama Balice (Puglia). Entrambe, con morfologia compatta, tecniche costruttive tradizionali in pietra calcarea e collocazione strategica, incarnano forme ibride di presidio territoriale legate a dinamiche agro-pastorali e pratiche di transumanza. Lo studio, fondato su rilievi diretti e lettura integrata del contesto geomorfologico e insediativo, intende restituire la densità simbolica e la persistenza funzionale di tali manufatti, interpretati come nodi di memoria spaziale e dispositivi culturali. La torre di Dračevica, risalente tra XVI e XVII secolo, si configura come elemento di una rete storica di sorveglianza montana; la Torre Spoto, pur scarsamente documentata, rivela un'articolata funzione di presidio agrario lungo i corridoi ecologici pugliesi. L'approccio interdisciplinare adottato mira a delineare strumenti critici per la valorizzazione del patrimonio architettonico marginale, promuovendo strategie di conservazione integrata e processi di riappropriazione culturale del paesaggio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


