I primi Autori che descrissero la PCOS (Poly-Cystic Ovary Syndrome) furono due ginecologi di Chicago, Irving Freiler Stein e Michael Leo Leventhal, nel 1935. Essi avevano identificato un quadro clinico caratterizzato dall’associazione di grosse ovaie policistiche (oyster ovaries), amenorrea, irsutismo ed obesità. I criteri stabiliti dai due Autori per la diagnosi erano molto rigidi ed indicavano una condizione caratterizzata da iperandrogenismo clinico (irsutismo), amenorrea e/o oligomenorrea cronica con infertilita e/o sterilità, in assenza di altre patologie che potessero essere responsabili di tali manifestazioni (neoplasie ovariche o surrenaliche). La PCOS ancora oggi continua ad attirare l’interesse del mondo scientifico perché rappresenta una entità clinica e nosografica del tutto particolare, non riguardando solo problematiche riproduttive (oligo-amenorrea, anovulatorietà, infertilità, abortività), ma associata a complesse implicazioni sistemiche e metaboliche correlate all’insulino-resistenza e all’iperandrogenismo. Il dibattito sui criteri diagnostici, la sua storia clinica, l’eziologia, i meccanismi patogenetici alla base delle alterazioni metaboliche, la terapia per trattare tempestivamente i sintomi e prevenire le complicanze, suscitano continuo fervore nel campo della ricerca medica e, negli ultimi cinque anni, migliaia di articoli scientifici sulla PCOS sono stati pubblicati sui più importanti database. La PCOS, prima, considerata solo una disfunzione ovarica, oggi, rappresenta una condizione interdisciplinare tra ginecologia, endocrinologia e medicina interna e, a breve, si prospetta una sua nuova denominazione che possa riflettere più accuratamente la natura di questa patologia. Comunque, anche se non sarà più denominata con l’eponimo originario di Sindrome di Stein e Levental, questa complessa disendocrinia, dovrà sempre riconoscere molto del suo interesse clinico e dei progressi scientifici a questi due Autori. In questo lavoro si è voluto focalizzare l’attenzione in particolare sul ruolo dell’iperinsulinemia e dell’iperandrogenismo nella patogenesi delle alterazioni endocrino-metaboliche della PCOS e consigliare, in accordo con le Linnee Guida Internazionali, l’approccio terapeutico più razionale per prevenire e migliorare le problematiche dismetaboliche e riproduttive correlate alla sindrome.
PCOS, insulino-resistenza e iperandrogenismo.
Raffaello Alfonso;Marco Cerbone;Giuseppe Trojano;Ettore Cicinelli.
2026-01-01
Abstract
I primi Autori che descrissero la PCOS (Poly-Cystic Ovary Syndrome) furono due ginecologi di Chicago, Irving Freiler Stein e Michael Leo Leventhal, nel 1935. Essi avevano identificato un quadro clinico caratterizzato dall’associazione di grosse ovaie policistiche (oyster ovaries), amenorrea, irsutismo ed obesità. I criteri stabiliti dai due Autori per la diagnosi erano molto rigidi ed indicavano una condizione caratterizzata da iperandrogenismo clinico (irsutismo), amenorrea e/o oligomenorrea cronica con infertilita e/o sterilità, in assenza di altre patologie che potessero essere responsabili di tali manifestazioni (neoplasie ovariche o surrenaliche). La PCOS ancora oggi continua ad attirare l’interesse del mondo scientifico perché rappresenta una entità clinica e nosografica del tutto particolare, non riguardando solo problematiche riproduttive (oligo-amenorrea, anovulatorietà, infertilità, abortività), ma associata a complesse implicazioni sistemiche e metaboliche correlate all’insulino-resistenza e all’iperandrogenismo. Il dibattito sui criteri diagnostici, la sua storia clinica, l’eziologia, i meccanismi patogenetici alla base delle alterazioni metaboliche, la terapia per trattare tempestivamente i sintomi e prevenire le complicanze, suscitano continuo fervore nel campo della ricerca medica e, negli ultimi cinque anni, migliaia di articoli scientifici sulla PCOS sono stati pubblicati sui più importanti database. La PCOS, prima, considerata solo una disfunzione ovarica, oggi, rappresenta una condizione interdisciplinare tra ginecologia, endocrinologia e medicina interna e, a breve, si prospetta una sua nuova denominazione che possa riflettere più accuratamente la natura di questa patologia. Comunque, anche se non sarà più denominata con l’eponimo originario di Sindrome di Stein e Levental, questa complessa disendocrinia, dovrà sempre riconoscere molto del suo interesse clinico e dei progressi scientifici a questi due Autori. In questo lavoro si è voluto focalizzare l’attenzione in particolare sul ruolo dell’iperinsulinemia e dell’iperandrogenismo nella patogenesi delle alterazioni endocrino-metaboliche della PCOS e consigliare, in accordo con le Linnee Guida Internazionali, l’approccio terapeutico più razionale per prevenire e migliorare le problematiche dismetaboliche e riproduttive correlate alla sindrome.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


