Scopo di tale contributo è fornire una riflessione sull’unica traduzione esistente in italiano di Tagann Godot (Arriva Godot, 1991) dello scrittore irlandese Alan Titley, breve tragicommedia in due atti tradotta per la prima volta dal gaelico da Rosangela Barone nel lontano 1999 ed infine ripubblicata in una versione aggiornata da Schena Editore nel settembre del 2022. Sarà inevitabile partire da qualche considerazione di carattere più generale sulle specificità legate alla traduzione per il teatro, genere in cui i criteri di speakability e performability diventano cruciali nell’orientare le scelte linguistiche del traduttore. In secondo luogo, trasporre un testo così fortemente radicato nella sua cultura d’origine in un’altra lingua significa interrogarsi sul concetto di “lotta” del testo e di “resistenza” alla traduzione: oscillando tra i due opposti poli dell’addomesticamento e dell’estraniamento – ma senza dimenticare di ricorrere a soluzioni altamente creative (se non, in taluni casi, ad una vera e propria riscrittura) – Rosangela Barone è riuscita a restituire al lettore italiano l’anima più autentica dell’opera di Titley, la cui complessità si gioca su giochi di parole e funambolismi linguistici, doppi sensi e neologismi, per non parlare dei continui e pervasivi riferimenti al folklore irlandese (con tutto il suo ricco bagaglio di detti, proverbi, canzoni popolari, fiabe della tradizione gaelica), ma anche alla letteratura e alla poesia contemporanea irlandese.

“Tra esigenze di creatività ed etica del tradurre: il caso di Tagann Godot di Alan Titley”

Mariacristina Petillo
2026-01-01

Abstract

Scopo di tale contributo è fornire una riflessione sull’unica traduzione esistente in italiano di Tagann Godot (Arriva Godot, 1991) dello scrittore irlandese Alan Titley, breve tragicommedia in due atti tradotta per la prima volta dal gaelico da Rosangela Barone nel lontano 1999 ed infine ripubblicata in una versione aggiornata da Schena Editore nel settembre del 2022. Sarà inevitabile partire da qualche considerazione di carattere più generale sulle specificità legate alla traduzione per il teatro, genere in cui i criteri di speakability e performability diventano cruciali nell’orientare le scelte linguistiche del traduttore. In secondo luogo, trasporre un testo così fortemente radicato nella sua cultura d’origine in un’altra lingua significa interrogarsi sul concetto di “lotta” del testo e di “resistenza” alla traduzione: oscillando tra i due opposti poli dell’addomesticamento e dell’estraniamento – ma senza dimenticare di ricorrere a soluzioni altamente creative (se non, in taluni casi, ad una vera e propria riscrittura) – Rosangela Barone è riuscita a restituire al lettore italiano l’anima più autentica dell’opera di Titley, la cui complessità si gioca su giochi di parole e funambolismi linguistici, doppi sensi e neologismi, per non parlare dei continui e pervasivi riferimenti al folklore irlandese (con tutto il suo ricco bagaglio di detti, proverbi, canzoni popolari, fiabe della tradizione gaelica), ma anche alla letteratura e alla poesia contemporanea irlandese.
2026
9791280116734
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/595440
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact