I contributi qui raccolti muovono infatti da una convinzione comune: tradurre non significa soltanto trasporre signi-ficati, ma misurarsi con la voce, con il ritmo, con la materialità del discorso, con la forma te-stuale, con la memoria culturale e con i dispositivi ideologici che attraversano ogni atto di scrittura e di riscrittura. In questa prospettiva, la traduzione si configura come una pratica critica di mediazione e di interpretazione, situata all’incrocio fra lingua, forma, storia e potere.

Corpo, voce e senso nella traduzione: percorsi tra poesia, oralità e ideologia

greco, simone
2026-01-01

Abstract

I contributi qui raccolti muovono infatti da una convinzione comune: tradurre non significa soltanto trasporre signi-ficati, ma misurarsi con la voce, con il ritmo, con la materialità del discorso, con la forma te-stuale, con la memoria culturale e con i dispositivi ideologici che attraversano ogni atto di scrittura e di riscrittura. In questa prospettiva, la traduzione si configura come una pratica critica di mediazione e di interpretazione, situata all’incrocio fra lingua, forma, storia e potere.
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