Il presente contributo si inserisce nel dibattito contemporaneo sul ruolo della comunicazione visiva nei processi educativi, proponendo una riflessione sull’impiego della Visual Education come strumento didattico nell’ambito dell’insegnamento della storia e del territorio. A partire da un’analisi storica degli anni Sessanta-Ottanta in Puglia, la ricerca indaga l’uso della fotografia come mediatore pedagogico capace di stimolare l’osservazione critica e l’elaborazione di saperi contestualizzati. La ricerca intendeva indagare come i giovani si rapportano alla fotografia storica e individuare strategie per sviluppare competenze critiche, superando un uso passivo delle immagini per promuovere una cittadinanza visiva consapevole. È stata adottata una metodologia qualitativa condotta con il software NVivo potenziato dall’intelligenza artificiale. I dati testuali e visuali sono stati incrociati attraverso una codifica di temi ricorrenti sotto costante supervisione umana. I dati analizzati comprendono inoltre interviste semi-strutturate a fotografi professionisti, curatori, educatori e storici della fotografia, nonché le fotografie della mostra #StoriediPuglia 1Sc0-1S80. Fotografia: uno strumento didattico per la memoria futura”. L’analisi ha evidenziato un “divario percettivo” tra i giovani (14-19 anni) e la fotografia storica, spesso percepita come distante e poco comprensibile. Tuttavia, sono emerse strategie efficaci: l’analisi guidata delle immagini (contesto, composizione, intenzione), il confronto tra fotografie d’archivio e scatti attuali degli stessi luoghi (re-photography), e la riflessione sull’oggettività delle fotografie. Il progetto ha valorizzato la fotografia come fonte storica a pieno titolo, supportata da documenti d’archivio e testimonianze di fotografi che raccontano la società del loro tempo, risultando particolarmente utile per l’educazione storica e civica. La ricerca ha proposto un uso attivo di queste pratiche attraverso metodologie partecipative e strumenti digitali (Photo Voice, digital storytelling, piattaforme visive), promuovendo un apprendimento esperienziale mediante formati interattivi. Lo studio ha dimostrato come la Visual Education rappresenta un approccio efficace per coinvolgere emotivamente e criticamente gli studenti nelle fonti storiche. Inoltre, ha favorito lo sviluppo di competenze quali il pensiero critico, la cittadinanza consapevole e l’uso dei media digitali, promuovendo una didattica attiva e centrata sullo studente. Si è sottolineata la necessità di integrare sistematicamente la storia per immagini nei curricula e di approfondire gli strumenti per valutare la visual literacy. Infine, il progetto ha aperto alla riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca educativa.
Costruire memoria condivisa nell’era digitale: la fotografia come strumento di Visual Education tra generazioni.
Totaro, GiadaWriting – Original Draft Preparation
2025-01-01
Abstract
Il presente contributo si inserisce nel dibattito contemporaneo sul ruolo della comunicazione visiva nei processi educativi, proponendo una riflessione sull’impiego della Visual Education come strumento didattico nell’ambito dell’insegnamento della storia e del territorio. A partire da un’analisi storica degli anni Sessanta-Ottanta in Puglia, la ricerca indaga l’uso della fotografia come mediatore pedagogico capace di stimolare l’osservazione critica e l’elaborazione di saperi contestualizzati. La ricerca intendeva indagare come i giovani si rapportano alla fotografia storica e individuare strategie per sviluppare competenze critiche, superando un uso passivo delle immagini per promuovere una cittadinanza visiva consapevole. È stata adottata una metodologia qualitativa condotta con il software NVivo potenziato dall’intelligenza artificiale. I dati testuali e visuali sono stati incrociati attraverso una codifica di temi ricorrenti sotto costante supervisione umana. I dati analizzati comprendono inoltre interviste semi-strutturate a fotografi professionisti, curatori, educatori e storici della fotografia, nonché le fotografie della mostra #StoriediPuglia 1Sc0-1S80. Fotografia: uno strumento didattico per la memoria futura”. L’analisi ha evidenziato un “divario percettivo” tra i giovani (14-19 anni) e la fotografia storica, spesso percepita come distante e poco comprensibile. Tuttavia, sono emerse strategie efficaci: l’analisi guidata delle immagini (contesto, composizione, intenzione), il confronto tra fotografie d’archivio e scatti attuali degli stessi luoghi (re-photography), e la riflessione sull’oggettività delle fotografie. Il progetto ha valorizzato la fotografia come fonte storica a pieno titolo, supportata da documenti d’archivio e testimonianze di fotografi che raccontano la società del loro tempo, risultando particolarmente utile per l’educazione storica e civica. La ricerca ha proposto un uso attivo di queste pratiche attraverso metodologie partecipative e strumenti digitali (Photo Voice, digital storytelling, piattaforme visive), promuovendo un apprendimento esperienziale mediante formati interattivi. Lo studio ha dimostrato come la Visual Education rappresenta un approccio efficace per coinvolgere emotivamente e criticamente gli studenti nelle fonti storiche. Inoltre, ha favorito lo sviluppo di competenze quali il pensiero critico, la cittadinanza consapevole e l’uso dei media digitali, promuovendo una didattica attiva e centrata sullo studente. Si è sottolineata la necessità di integrare sistematicamente la storia per immagini nei curricula e di approfondire gli strumenti per valutare la visual literacy. Infine, il progetto ha aperto alla riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca educativa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


