Nel dicembre del 1995, a ridosso degli Accordi di Dayton da cui ebbe inizio il difficile processo di pace dopo la Guerra in Bosnia-Herzegovina (1992-95), la Gazzetta del Mezzogiorno lanciò la campagna di solidarietà «Sarajevo chiama Puglia». Alla pubblicazione di centinaia di lettere di bambini bosniaci seguì la risposta di centinaia di studenti pugliesi. Quegli eventi saranno oggetto della mostra phygital «Sarajevo, dalla guerra alla pace trenta anni dopo», allestita nel prossimo autunno fra Bari e Sarajevo. Numerosi contenuti appositamente digitalizzati (articoli, lettere, documentari e servizi trasmessi in quegli anni) saranno resi fruibili espandendo l'esposizione fisica nei contenuti e negli spazi, grazie a un catalogo interattivo, i cui materiali sono ospitati nello speciale applicativo EXEBook, sviluppato da D.A.BI.MUS. SRL, spin-off dell'Università di Bari, e in una mostra virtuale, fruibile in modalità remota sul web e in modalità immersiva con i visori sulla piattaforma ArtSteps. Le voci dei testimoni di allora sono state raccolte da Franco Giuliano, inviato della Gazzetta a Sarajevo e ideatore della mostra, e sottotitolate in doppia lingua. Alle parole su carta dei bambini di trent'anni fa hanno dato voce altrettanti bambini, baresi e bosniaci, attraverso un processo di voiceover partecipativo. Ampio spazio è dato anche al ruolo resiliente che ebbe l'arte contemporanea globale, dando vita alla grande collezione d'arte di Ars Aevi.

Congresso dei Beni Culturali in Puglia

Elisa Bonacini
;
Mauro De Bari;Nicola Barbuti
2025-01-01

Abstract

Nel dicembre del 1995, a ridosso degli Accordi di Dayton da cui ebbe inizio il difficile processo di pace dopo la Guerra in Bosnia-Herzegovina (1992-95), la Gazzetta del Mezzogiorno lanciò la campagna di solidarietà «Sarajevo chiama Puglia». Alla pubblicazione di centinaia di lettere di bambini bosniaci seguì la risposta di centinaia di studenti pugliesi. Quegli eventi saranno oggetto della mostra phygital «Sarajevo, dalla guerra alla pace trenta anni dopo», allestita nel prossimo autunno fra Bari e Sarajevo. Numerosi contenuti appositamente digitalizzati (articoli, lettere, documentari e servizi trasmessi in quegli anni) saranno resi fruibili espandendo l'esposizione fisica nei contenuti e negli spazi, grazie a un catalogo interattivo, i cui materiali sono ospitati nello speciale applicativo EXEBook, sviluppato da D.A.BI.MUS. SRL, spin-off dell'Università di Bari, e in una mostra virtuale, fruibile in modalità remota sul web e in modalità immersiva con i visori sulla piattaforma ArtSteps. Le voci dei testimoni di allora sono state raccolte da Franco Giuliano, inviato della Gazzetta a Sarajevo e ideatore della mostra, e sottotitolate in doppia lingua. Alle parole su carta dei bambini di trent'anni fa hanno dato voce altrettanti bambini, baresi e bosniaci, attraverso un processo di voiceover partecipativo. Ampio spazio è dato anche al ruolo resiliente che ebbe l'arte contemporanea globale, dando vita alla grande collezione d'arte di Ars Aevi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/590867
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