La CGUE affronta il tema dell'abuso del diritto di accesso alle informazioni personali e stabilisce che anche una prima richiesta di accesso può essere considerata eccessiva, ai sensi dell'art. 12 (5) RGPD, in presenza di prove oggettive di un intento strumentale, diretto non alla conoscenza del trattamento, ma alla costruzione artificiosa dei presupposti per avanzare una pretesa risarcitoria. La sentenza precisa, inoltre, le condizioni prescritte dall'art. 82 RGPD per accedere al risarcimento del danno, e cioè un pregiudizio effettivo, dimostrabile e causalmente connesso ad una violazione del regolamento RGPD.

Il diritto di accesso ai dati tra esercizio legittimo e intenti abusivi. Gli itinerari argomentativi della Corte di giustizia

GENOVESE
2026-01-01

Abstract

La CGUE affronta il tema dell'abuso del diritto di accesso alle informazioni personali e stabilisce che anche una prima richiesta di accesso può essere considerata eccessiva, ai sensi dell'art. 12 (5) RGPD, in presenza di prove oggettive di un intento strumentale, diretto non alla conoscenza del trattamento, ma alla costruzione artificiosa dei presupposti per avanzare una pretesa risarcitoria. La sentenza precisa, inoltre, le condizioni prescritte dall'art. 82 RGPD per accedere al risarcimento del danno, e cioè un pregiudizio effettivo, dimostrabile e causalmente connesso ad una violazione del regolamento RGPD.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/590640
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact