La dispersione scolastica è un fenomeno molto diffuso in Italia e in Europa, soprattutto nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Si rivela interessante analizzare le diverse cause del fenomeno che si registra attraverso il sempre più alto abbandono scolastico, già a partire dalla scuola primaria. Il fenomeno della dispersione scolastica risulta notevolmente più accentuato negli istituti professionali, in cui la specificità scolastica è legata a far crescere la professionalità per il futuro lavoro, ma il curriculum delle singole discipline, in particolar modo quello di matematica, è molto simile a quello di altre scuole secondarie di II grado, anche se sono richiesti strumenti matematici adeguati alle materie professionalizzanti. Particolarmente rilevante risulta la perdita di senso e percezione di inutilità, da parte degli studenti, della Matematica nella realtà quotidiana. Inoltre, se da un lato gli insegnanti di matematica spesso non conoscono quali siano i contenuti matematici utili a risolvere problemi applicativi in altri ambiti disciplinari, dall'altro gli insegnanti di altre discipline hanno bisogno di informazioni più dettagliate riguardanti la matematica per affrontare alcuni dei loro argomenti caratteristici. Pertanto si ritiene che un lavoro co-disciplinare tra insegnanti di Matematica e insegnanti delle discipline professionali, o in generale di altre discipline, possa favorire lo studio della Matematica come strumento concreto per risolvere problemi legati alla professione. Negli ultimi anni è stata condotta una ricerca con l’obiettivo di dare un senso (Wake G., 2014) alla Matematica rispetto alle altre discipline e viceversa dare senso alle situazioni problematiche di altri ambiti disciplinari, in cui la Matematica si rivela essere necessaria, progettando percorsi educativi co-disciplinari (Blanchard-Laville, 2000), con il maggiore coinvolgimento di studenti a rischio dispersione scolastica. Il quadro teorico che ha supportato la ricerca parte dalla Teoria della Mediazione Semiotica (TMS) (Bartolini Bussi & Mariotti, 2008), e si arricchisce con l'introduzione dei Boundary Object Artefacts (BOA) (Star, 1995), artefatti appositamente progettati con funzione di integrazione tra Matematica e materie professionalizzanti. In accordo con l’obiettivo dello studio di ricerca, le analisi delle attività sperimentali condotte in classe, sembrano mostrare come l’approccio co-disciplinare abbia favorito lo sviluppo di concetti matematici legati alle altre discipline. Nelle discussioni, l’evoluzione dei segni artefatto verso quelli matematici e verso quelli disciplinari viene completata attraverso la richiesta di interpretazione incrociata, e questo permette di costruire la relazione di significato tra le due discipline. Inoltre, si è osservata la partecipazione attiva alle attività proposte, soprattutto degli studenti segnalati a rischio dispersione scolastica. In questo articolo si presentano le analisi dei potenziali semiotici degli artefatti e alcuni risultati preliminari relativi alla realizzazione di uno dei tre interventi co-disciplinari che hanno coinvolto Matematica e Moda, Matematica e Chimica e Matematica e Marketing. Nelle sperimentazioni sono state coinvolte tre classi di circa 20 studenti, tra i quali 5-7 studenti segnalati essere a rischio dispersione scolastica.

La matematica negli Istituti professionali: Un approccio co-disciplinare per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica

Fiorentino Michele Giuliano
2025-01-01

Abstract

La dispersione scolastica è un fenomeno molto diffuso in Italia e in Europa, soprattutto nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Si rivela interessante analizzare le diverse cause del fenomeno che si registra attraverso il sempre più alto abbandono scolastico, già a partire dalla scuola primaria. Il fenomeno della dispersione scolastica risulta notevolmente più accentuato negli istituti professionali, in cui la specificità scolastica è legata a far crescere la professionalità per il futuro lavoro, ma il curriculum delle singole discipline, in particolar modo quello di matematica, è molto simile a quello di altre scuole secondarie di II grado, anche se sono richiesti strumenti matematici adeguati alle materie professionalizzanti. Particolarmente rilevante risulta la perdita di senso e percezione di inutilità, da parte degli studenti, della Matematica nella realtà quotidiana. Inoltre, se da un lato gli insegnanti di matematica spesso non conoscono quali siano i contenuti matematici utili a risolvere problemi applicativi in altri ambiti disciplinari, dall'altro gli insegnanti di altre discipline hanno bisogno di informazioni più dettagliate riguardanti la matematica per affrontare alcuni dei loro argomenti caratteristici. Pertanto si ritiene che un lavoro co-disciplinare tra insegnanti di Matematica e insegnanti delle discipline professionali, o in generale di altre discipline, possa favorire lo studio della Matematica come strumento concreto per risolvere problemi legati alla professione. Negli ultimi anni è stata condotta una ricerca con l’obiettivo di dare un senso (Wake G., 2014) alla Matematica rispetto alle altre discipline e viceversa dare senso alle situazioni problematiche di altri ambiti disciplinari, in cui la Matematica si rivela essere necessaria, progettando percorsi educativi co-disciplinari (Blanchard-Laville, 2000), con il maggiore coinvolgimento di studenti a rischio dispersione scolastica. Il quadro teorico che ha supportato la ricerca parte dalla Teoria della Mediazione Semiotica (TMS) (Bartolini Bussi & Mariotti, 2008), e si arricchisce con l'introduzione dei Boundary Object Artefacts (BOA) (Star, 1995), artefatti appositamente progettati con funzione di integrazione tra Matematica e materie professionalizzanti. In accordo con l’obiettivo dello studio di ricerca, le analisi delle attività sperimentali condotte in classe, sembrano mostrare come l’approccio co-disciplinare abbia favorito lo sviluppo di concetti matematici legati alle altre discipline. Nelle discussioni, l’evoluzione dei segni artefatto verso quelli matematici e verso quelli disciplinari viene completata attraverso la richiesta di interpretazione incrociata, e questo permette di costruire la relazione di significato tra le due discipline. Inoltre, si è osservata la partecipazione attiva alle attività proposte, soprattutto degli studenti segnalati a rischio dispersione scolastica. In questo articolo si presentano le analisi dei potenziali semiotici degli artefatti e alcuni risultati preliminari relativi alla realizzazione di uno dei tre interventi co-disciplinari che hanno coinvolto Matematica e Moda, Matematica e Chimica e Matematica e Marketing. Nelle sperimentazioni sono state coinvolte tre classi di circa 20 studenti, tra i quali 5-7 studenti segnalati essere a rischio dispersione scolastica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/589580
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