This paper aims to reflect on the consolidation process of the Lucanian academic school in the light of a better regionalisation strategy of the Lucanian university, in relation to the studies that have been in progress for a long time on the relationship between territory, local development and university in the southern contexts, in order to verify to what extent the regional academic pole succeeds in being a territorial development factory. Today, a collaboration between city, territory and university could explore new spaces for innovation in the framework of local and social development, launching an engagement between usable knowledge and the process of ecological transition. For this to happen, it is necessary for the university institution to play a role of social responsibility as a social watchdog without renouncing its role as a school of excellence, an activator of new professions capable of interpreting local knowledge by updating it to the present in terms of entrepreneurship and innovation.

Il presente lavoro vuole riflettere sul processo di consolidamento della scuola accademica lucana alla luce di una migliore strategia di regionalizzazione dell’ateneo lucano, in riferimento agli studi da tempo in corso sul rapporto tra territorio, sviluppo locale e università nei contesti meridionali per verificare quanto il polo accademico regionale riesca ad essere una territorial development factory (Boyer 1990). Oggi una collaborazione tra città, territorio e università potrebbe esplorare nuovi spazi di innovazione nel quadro dello sviluppo locale e sociale, avviando un ingaggio tra usable knowledge e processo di transizione ecologica. Perché questo avvenga è necessario che l’istituzione universitaria svolga un ruolo di social responsability come presidio sociale senza rinunciare ad essere scuola di eccellenza, attivatore di nuovi mestieri in grado di interpretare i saperi locali aggiornandoli al presente in termini di imprenditorialità e innovazione. In che modo la ricerca operata dalle università sui territori, può innescare processi di attivazione dal basso, creare competenze utili, favorendo la collaborazione e il dialogo con le comunità che li abitano, affermando il suo ruolo di presidio culturale? Come le università possono diventare punti di riferimento, fattori di attivazione innovativa e di capacitazioni, presidi di una politica dove le istituzioni locali non riescono ad esserlo?

UNIVERSITÀ E TERRITORI. NUOVE NARRAZIONI DEL PATRIMONIO CULTURALE

Miriam Romano;
2023-01-01

Abstract

This paper aims to reflect on the consolidation process of the Lucanian academic school in the light of a better regionalisation strategy of the Lucanian university, in relation to the studies that have been in progress for a long time on the relationship between territory, local development and university in the southern contexts, in order to verify to what extent the regional academic pole succeeds in being a territorial development factory. Today, a collaboration between city, territory and university could explore new spaces for innovation in the framework of local and social development, launching an engagement between usable knowledge and the process of ecological transition. For this to happen, it is necessary for the university institution to play a role of social responsibility as a social watchdog without renouncing its role as a school of excellence, an activator of new professions capable of interpreting local knowledge by updating it to the present in terms of entrepreneurship and innovation.
2023
9788854971172
Il presente lavoro vuole riflettere sul processo di consolidamento della scuola accademica lucana alla luce di una migliore strategia di regionalizzazione dell’ateneo lucano, in riferimento agli studi da tempo in corso sul rapporto tra territorio, sviluppo locale e università nei contesti meridionali per verificare quanto il polo accademico regionale riesca ad essere una territorial development factory (Boyer 1990). Oggi una collaborazione tra città, territorio e università potrebbe esplorare nuovi spazi di innovazione nel quadro dello sviluppo locale e sociale, avviando un ingaggio tra usable knowledge e processo di transizione ecologica. Perché questo avvenga è necessario che l’istituzione universitaria svolga un ruolo di social responsability come presidio sociale senza rinunciare ad essere scuola di eccellenza, attivatore di nuovi mestieri in grado di interpretare i saperi locali aggiornandoli al presente in termini di imprenditorialità e innovazione. In che modo la ricerca operata dalle università sui territori, può innescare processi di attivazione dal basso, creare competenze utili, favorendo la collaborazione e il dialogo con le comunità che li abitano, affermando il suo ruolo di presidio culturale? Come le università possono diventare punti di riferimento, fattori di attivazione innovativa e di capacitazioni, presidi di una politica dove le istituzioni locali non riescono ad esserlo?
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