Il contributo propone un’analisi comparata della costruzione memoriale di Giuseppe Di Vagno e Giacomo Matteotti, due figure centrali del socialismo italiano, entrambe vittime della violenza fascista. Attraverso l’esame delle fasi di ricezione pubblica e storiografica delle loro vicende, il saggio ricostruisce le modalità con cui le due figure sono state progressivamente integrate nell’immaginario antifascista e nella cultura politica repubblicana. L’attenzione si concentra sulle dinamiche di uso pubblico della memoria, sulle strategie commemorative e sulle rielaborazioni politiche che, dal primo dopoguerra alla stagione repubblicana, hanno ridefinito il significato del loro martirio. In particolare, il confronto mette in luce come la dimensione regionale della memoria di Di Vagno si sia intrecciata con l’eco nazionale e internazionale del delitto Matteotti, generando una trama di “memorie incrociate” funzionale alla costruzione di un’eredità democratica condivisa. Il contributo si colloca nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra storia e memoria, proponendo una riflessione sulle interazioni tra ricerca storiografica, pratiche commemorative e processi di legittimazione politica nel Novecento italiano.
Matteotti e Di Vagno: tra memorie incrociate e la costruzione di un'eredità democratica
Prodon Vincenzo;Colaprice Giacomo
2024-01-01
Abstract
Il contributo propone un’analisi comparata della costruzione memoriale di Giuseppe Di Vagno e Giacomo Matteotti, due figure centrali del socialismo italiano, entrambe vittime della violenza fascista. Attraverso l’esame delle fasi di ricezione pubblica e storiografica delle loro vicende, il saggio ricostruisce le modalità con cui le due figure sono state progressivamente integrate nell’immaginario antifascista e nella cultura politica repubblicana. L’attenzione si concentra sulle dinamiche di uso pubblico della memoria, sulle strategie commemorative e sulle rielaborazioni politiche che, dal primo dopoguerra alla stagione repubblicana, hanno ridefinito il significato del loro martirio. In particolare, il confronto mette in luce come la dimensione regionale della memoria di Di Vagno si sia intrecciata con l’eco nazionale e internazionale del delitto Matteotti, generando una trama di “memorie incrociate” funzionale alla costruzione di un’eredità democratica condivisa. Il contributo si colloca nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra storia e memoria, proponendo una riflessione sulle interazioni tra ricerca storiografica, pratiche commemorative e processi di legittimazione politica nel Novecento italiano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


