I concetti di Mediamorfosi (R. Fiedler 2000), di Rimediazione (D. Bolter e R. Grusin 2003) e tutta la riflessione sui nuovi media (W.J.T. Mitchell, Picture Theory 1994 o Image Science 2018; L. Manovich, Il linguaggio dei nuovi media 2002), fiorita sulla celebre affermazione di McLuhan che il contenuto di un medium è sempre un altro medium (Understanding Media 1964), pongono questioni pertinenti riguardo all’individuazione degli attuali confini, o meglio sconfinamenti della letteratura. Oltre al fatto tecnologico, infatti, l’affermazione del linguaggio digitale presenta aspetti estetici e sociologici efficacemente richiamati nell’idea di medium come ambiente complesso: la digitalità può quindi essere compresa come fatto culturale. Considerando la tripartizione dinamica delle forme culturali (distinte da R. Williams in dominanti, residue ed emergenti) e l’idea di ‘violenza simbolica’ (esercitata – così Bourdieu – dagli agenti sociali che impongono le proprie produzioni culturali e simboliche), come cambia il ‘campo letterario’ (Bourdieu) nell’ambiente digitale? In che misura si può considerare estesa la nozione di Weltliteratur con particolare riferimento alle complesse relazioni che si stabiliscono non solo tra i diversi media implicati, ma anche tra le funzioni di autore/autrice e pubblico, investendo la concezione di intenzionalità, originalità e ricezione? Ecco alcuni interrogativi che, dopo una breve ricognizione teorica, vorrei prendere in considerazione, in riferimento a un caso esemplificativo delle strategie narrative ingaggiate per ripensare la letteratura nell’ambito della Cultura convergente (Jenkins 2007). Mi riferisco alle tecnologie di storytelling interattivo a cui Margaret Atwood ricorre nella sua sperimentazione digitale intrapresa su Wattpad ma anche con la serie Positron – I’m Starved for you (3/2012), Choke Collar (9/2012), Erase me (12/2012), The Heart Goes Last (5/2013) – pubblicata come e-book a puntate da Byliner recuperando, con le dovute distinzioni mediali, un modello diffuso nella letteratura ottocentesca (su tutti Dickens, che orientava secondo le reazioni del pubblico gli sviluppi delle sue trame romanzesche). Rispetto al libro tradizionale, quali forme di contaminazione entrano in gioco? Nell’ecosistema digitale si può parlare di competizione o di supporto utilizzando le categorie che Giovagnoli (2009) riferisce ai sistemi crossmediali? Non si tratta solo di indagare le forme di resistenza o di contaminazione della letteratura rispetto ad altri media – peraltro la forma distopica e i finali aperti creano uno spazio di contestazione e di opposizione (Baccolini 2004), in cui si dischiude la possibilità di un futuro da costruire –, ma anche di seguire il ripensamento della funzione autoriale in questi nuovi spazi, osservando le tensioni che attraversano il campo letterario nel più ampio sistema dei media.
La Weltliteratur nell'ambiente digitale: Positron di Margaret Atwood
Rutigliano Stefania
2025-01-01
Abstract
I concetti di Mediamorfosi (R. Fiedler 2000), di Rimediazione (D. Bolter e R. Grusin 2003) e tutta la riflessione sui nuovi media (W.J.T. Mitchell, Picture Theory 1994 o Image Science 2018; L. Manovich, Il linguaggio dei nuovi media 2002), fiorita sulla celebre affermazione di McLuhan che il contenuto di un medium è sempre un altro medium (Understanding Media 1964), pongono questioni pertinenti riguardo all’individuazione degli attuali confini, o meglio sconfinamenti della letteratura. Oltre al fatto tecnologico, infatti, l’affermazione del linguaggio digitale presenta aspetti estetici e sociologici efficacemente richiamati nell’idea di medium come ambiente complesso: la digitalità può quindi essere compresa come fatto culturale. Considerando la tripartizione dinamica delle forme culturali (distinte da R. Williams in dominanti, residue ed emergenti) e l’idea di ‘violenza simbolica’ (esercitata – così Bourdieu – dagli agenti sociali che impongono le proprie produzioni culturali e simboliche), come cambia il ‘campo letterario’ (Bourdieu) nell’ambiente digitale? In che misura si può considerare estesa la nozione di Weltliteratur con particolare riferimento alle complesse relazioni che si stabiliscono non solo tra i diversi media implicati, ma anche tra le funzioni di autore/autrice e pubblico, investendo la concezione di intenzionalità, originalità e ricezione? Ecco alcuni interrogativi che, dopo una breve ricognizione teorica, vorrei prendere in considerazione, in riferimento a un caso esemplificativo delle strategie narrative ingaggiate per ripensare la letteratura nell’ambito della Cultura convergente (Jenkins 2007). Mi riferisco alle tecnologie di storytelling interattivo a cui Margaret Atwood ricorre nella sua sperimentazione digitale intrapresa su Wattpad ma anche con la serie Positron – I’m Starved for you (3/2012), Choke Collar (9/2012), Erase me (12/2012), The Heart Goes Last (5/2013) – pubblicata come e-book a puntate da Byliner recuperando, con le dovute distinzioni mediali, un modello diffuso nella letteratura ottocentesca (su tutti Dickens, che orientava secondo le reazioni del pubblico gli sviluppi delle sue trame romanzesche). Rispetto al libro tradizionale, quali forme di contaminazione entrano in gioco? Nell’ecosistema digitale si può parlare di competizione o di supporto utilizzando le categorie che Giovagnoli (2009) riferisce ai sistemi crossmediali? Non si tratta solo di indagare le forme di resistenza o di contaminazione della letteratura rispetto ad altri media – peraltro la forma distopica e i finali aperti creano uno spazio di contestazione e di opposizione (Baccolini 2004), in cui si dischiude la possibilità di un futuro da costruire –, ma anche di seguire il ripensamento della funzione autoriale in questi nuovi spazi, osservando le tensioni che attraversano il campo letterario nel più ampio sistema dei media.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


