The “juvenile rehabilitation program,” ex art. 27-bis d.p.r. n. 448/1988, is presented as a pretrial probation meas-ure for crimes that pose little social concern. It offers a new diversionary approach, based on retributive rather than restorative justice parameters. A predictable intervention by the Constitutional Court (Ruling No. 23 of Febru-ary 10, 2025) brought a necessary correction to the program, limiting itself to reforming the jurisdiction to decide on the admission of the proposal for early termination of proceedings. This jurisdiction is removed from the Pre-liminary Investigations Judge, a single-judge body lacking the specific expertise to evaluate the minor’s personali-ty, and is entrusted to the Preliminary Hearing Judge, a mixed panel comprising honorary magistrates specializing in the educational needs of minors. Other issues remain unresolved, including the procedural methods character-ized by superficial discipline, with obscure features that, in the author’s opinion, undermine the fundamental guar-antees of juvenile proceedings and, in particular, the vocation of diversion tools for the social reintegration of the young person.

Il “percorso di rieducazione del minore”, ex art. 27-bis d.p.r. n. 448/1988, si presenta come una messa alla prova pretrial da utilizzare per i reati connotati da scarso allarme sociale, per i quali offre una nuova risposta di diversion, basata su parametri di carattere retributivo anziché di restorative justice. Un prevedibile intervento della Consulta (sentenza n. 23 del 10 febbraio 2025) ha apportato una necessaria correzione all’istituto, limitandosi a riformare la competenza a decidere sull’ammissione della proposta di definizione anticipata del procedimento. Tale competenza è sottratta al Giudice per le indagini preliminari, organo monocratico privo delle professionalità specifiche che valutano la personalità del minorenne, per essere affidata al Giudice dell’udienza preliminare, collegio a composizione mista, nel quale opera la magistratura onoraria, specializzata sui bisogni educativi dei minorenni. Restano irrisolte altre questioni, tra cui le modalità procedurali caratterizzate da una disciplina superficiale, con tratti oscuri che, a parere dell’Autrice, recano un vulnus alle garanzie fondamentali del rito minorile e, in particolare, alla vocazione degli strumenti di diversion per la reintegrazione sociale del giovane.

L’incostituzionalità annunciata del percorso di rieducazione del minore - The announced un-constitutionality of the juvenile rehabilitation program

marilena colamussi
Investigation
2025-01-01

Abstract

The “juvenile rehabilitation program,” ex art. 27-bis d.p.r. n. 448/1988, is presented as a pretrial probation meas-ure for crimes that pose little social concern. It offers a new diversionary approach, based on retributive rather than restorative justice parameters. A predictable intervention by the Constitutional Court (Ruling No. 23 of Febru-ary 10, 2025) brought a necessary correction to the program, limiting itself to reforming the jurisdiction to decide on the admission of the proposal for early termination of proceedings. This jurisdiction is removed from the Pre-liminary Investigations Judge, a single-judge body lacking the specific expertise to evaluate the minor’s personali-ty, and is entrusted to the Preliminary Hearing Judge, a mixed panel comprising honorary magistrates specializing in the educational needs of minors. Other issues remain unresolved, including the procedural methods character-ized by superficial discipline, with obscure features that, in the author’s opinion, undermine the fundamental guar-antees of juvenile proceedings and, in particular, the vocation of diversion tools for the social reintegration of the young person.
2025
Il “percorso di rieducazione del minore”, ex art. 27-bis d.p.r. n. 448/1988, si presenta come una messa alla prova pretrial da utilizzare per i reati connotati da scarso allarme sociale, per i quali offre una nuova risposta di diversion, basata su parametri di carattere retributivo anziché di restorative justice. Un prevedibile intervento della Consulta (sentenza n. 23 del 10 febbraio 2025) ha apportato una necessaria correzione all’istituto, limitandosi a riformare la competenza a decidere sull’ammissione della proposta di definizione anticipata del procedimento. Tale competenza è sottratta al Giudice per le indagini preliminari, organo monocratico privo delle professionalità specifiche che valutano la personalità del minorenne, per essere affidata al Giudice dell’udienza preliminare, collegio a composizione mista, nel quale opera la magistratura onoraria, specializzata sui bisogni educativi dei minorenni. Restano irrisolte altre questioni, tra cui le modalità procedurali caratterizzate da una disciplina superficiale, con tratti oscuri che, a parere dell’Autrice, recano un vulnus alle garanzie fondamentali del rito minorile e, in particolare, alla vocazione degli strumenti di diversion per la reintegrazione sociale del giovane.
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