Il contributo approfondisce la figura e l’opera di Salvi Giunio (1869-1952), docente di anatomia umana presso vari atenei italiani, deputato alla Camera nel 1924 e senatore nel 1934. Nel biennio compreso fra il 1924 e il 1926 Salvi ricoprì l’incarico di Reale Commissario dell’Ente Nazionale per l’Educazione Fisica (Enef) che versava in gravi condizioni materiali. L’Ente era stato istituito con R.D. 15 marzo 1923, sotto sorveglianza del Ministero della Pubblica Istruzione, allo scopo di attribuire l’insegnamento dell’educazione fisica per gli allievi delle scuole medie alle società ginnastiche private e ottenere così un contenimento della spesa scolastica, che risultò essere in linea con gli orientamenti economici liberisti promossi in quella fase da Mussolini. L’espulsione dell’educazione fisica dall’ordinamento scolastico, tuttavia, impresse «una drammatica quanto scellerata inversione di rotta al processo di sviluppo e valorizzazione del ruolo svolto dall’educazione fisica all’interno del sistema scolastico nazionale» (Landoni 2011, p. 52). Questa scelta si spiega non solo alla luce di ragioni economiche, ma considerando anche il processo di “gerarchizzazione” delle discipline scolastiche, che riallocò alcune di queste al di fuori dei confini scolastici (Morandi 2014, p. 106): l’obiettivo del Regime era quello di ottenere in tempi rapidi la fascistizzazione della gioventù italiana, in attesa che la scuola «si adattasse ai nuovi precetti del farraginoso armamentario politico-ideologico mussoliniano» (Landoni 2011, p. 53).

Giunio Salvi e il commissariamento dell’Ente nazionale per l’educazione fisica (1924-1926)

Domenico Francesco Antonio Elia
2024-01-01

Abstract

Il contributo approfondisce la figura e l’opera di Salvi Giunio (1869-1952), docente di anatomia umana presso vari atenei italiani, deputato alla Camera nel 1924 e senatore nel 1934. Nel biennio compreso fra il 1924 e il 1926 Salvi ricoprì l’incarico di Reale Commissario dell’Ente Nazionale per l’Educazione Fisica (Enef) che versava in gravi condizioni materiali. L’Ente era stato istituito con R.D. 15 marzo 1923, sotto sorveglianza del Ministero della Pubblica Istruzione, allo scopo di attribuire l’insegnamento dell’educazione fisica per gli allievi delle scuole medie alle società ginnastiche private e ottenere così un contenimento della spesa scolastica, che risultò essere in linea con gli orientamenti economici liberisti promossi in quella fase da Mussolini. L’espulsione dell’educazione fisica dall’ordinamento scolastico, tuttavia, impresse «una drammatica quanto scellerata inversione di rotta al processo di sviluppo e valorizzazione del ruolo svolto dall’educazione fisica all’interno del sistema scolastico nazionale» (Landoni 2011, p. 52). Questa scelta si spiega non solo alla luce di ragioni economiche, ma considerando anche il processo di “gerarchizzazione” delle discipline scolastiche, che riallocò alcune di queste al di fuori dei confini scolastici (Morandi 2014, p. 106): l’obiettivo del Regime era quello di ottenere in tempi rapidi la fascistizzazione della gioventù italiana, in attesa che la scuola «si adattasse ai nuovi precetti del farraginoso armamentario politico-ideologico mussoliniano» (Landoni 2011, p. 53).
2024
978-88-491-5791-8
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