Recenti indagini nel contesto neolitico di Santa Barbara hanno confermato l’esistenza di strutture ipogee artificiali sul versante NE dell’insediamento. Qui difatti, sono stati evidenziati alcuni nuovi ipogei i quali gettano nuova luce sull’uso di queste strutture ritenute, non a torto, cultuali. Tra questi nuovi monumenti l’Ipogeo F è stato quello maggiormente indagato avendo esplorato completamente il deposito interno. La sua lunga ed articolata frequentazione si concluse con una fase funeraria. All’interno dell’ipogeo F, per tutta l’estensione della superficie, sono stati rinvenuti resti osteologici umani. Ai lati dell’ingresso nord della camera erano disposte, lungo il perimetro della struttura ipogeica, due sepolture circondate da blocchi di calcare che ne definivano i limiti: un individuo adulto deposto sul fianco destro con le braccia flesse (USD 10) e un individuo subadulto deposto sul fianco destro con le braccia semiflesse (USD 4). Entrambe le sepolture erano in spazio vuoto, come è testimoniato dall’appiattimento delle coste e da alcuni slittamenti delle ossa. Accanto alla USD 4 si rinviene un’altra sepoltura situata sul margine dell’ipogeo con una parziale connessione anatomica del tratto toracico, anch’essa circondata da pietre (USD 13). È ipotizzabile la presenza di tumuli all’interno dell’ipogeo simili a quelli delle sepolture del fossato “La Trappola” dello stesso insediamento. Tutti gli altri reperti scheletrici presentavano una disposizione apparentemente caotica, anche se entrando nel dettaglio è possibile identificare alcune parti anatomiche in connessione. Si evidenzia anche la presenza di un osso frontale di infantes nelle vicinanze di un cranio di un cane. Non vi è una certezza sulla sistemazione iniziale delle ossa, ma si può presupporre una dispersione casuale o dovuta all’azione posteriore dell’acqua. La ricerca archeologica effettuata nell’ipogeo F ha pertanto permesso di individuare un’area con funzione funeraria, utilizzata presumibilmente in un lasso di tempo ben definito, riferibile alla facies Serra d’Alto come suggerito dai reperti ceramici rinvenuti e dalle deposizioni, quest’ultime poste nella loro totalità alla medesima quota.

TANATOLOGIA DELLE SEPOLTURE RINVENUTE ALL’INTERNO DELL’IPOGEO F DEL SITO ARCHEOLOGICO DI SANTA BARBARA (POLIGNANO A MARE, PUGLIA),

Sandro Sublimi Saponetti;
2020

Abstract

Recenti indagini nel contesto neolitico di Santa Barbara hanno confermato l’esistenza di strutture ipogee artificiali sul versante NE dell’insediamento. Qui difatti, sono stati evidenziati alcuni nuovi ipogei i quali gettano nuova luce sull’uso di queste strutture ritenute, non a torto, cultuali. Tra questi nuovi monumenti l’Ipogeo F è stato quello maggiormente indagato avendo esplorato completamente il deposito interno. La sua lunga ed articolata frequentazione si concluse con una fase funeraria. All’interno dell’ipogeo F, per tutta l’estensione della superficie, sono stati rinvenuti resti osteologici umani. Ai lati dell’ingresso nord della camera erano disposte, lungo il perimetro della struttura ipogeica, due sepolture circondate da blocchi di calcare che ne definivano i limiti: un individuo adulto deposto sul fianco destro con le braccia flesse (USD 10) e un individuo subadulto deposto sul fianco destro con le braccia semiflesse (USD 4). Entrambe le sepolture erano in spazio vuoto, come è testimoniato dall’appiattimento delle coste e da alcuni slittamenti delle ossa. Accanto alla USD 4 si rinviene un’altra sepoltura situata sul margine dell’ipogeo con una parziale connessione anatomica del tratto toracico, anch’essa circondata da pietre (USD 13). È ipotizzabile la presenza di tumuli all’interno dell’ipogeo simili a quelli delle sepolture del fossato “La Trappola” dello stesso insediamento. Tutti gli altri reperti scheletrici presentavano una disposizione apparentemente caotica, anche se entrando nel dettaglio è possibile identificare alcune parti anatomiche in connessione. Si evidenzia anche la presenza di un osso frontale di infantes nelle vicinanze di un cranio di un cane. Non vi è una certezza sulla sistemazione iniziale delle ossa, ma si può presupporre una dispersione casuale o dovuta all’azione posteriore dell’acqua. La ricerca archeologica effettuata nell’ipogeo F ha pertanto permesso di individuare un’area con funzione funeraria, utilizzata presumibilmente in un lasso di tempo ben definito, riferibile alla facies Serra d’Alto come suggerito dai reperti ceramici rinvenuti e dalle deposizioni, quest’ultime poste nella loro totalità alla medesima quota.
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