Prendendo come ipotesi di ricerca quella suggerita da Erwin Panofsky nel suo lavoro su Padre Tempo, il saggio si muove in due direzioni. All’indietro, tornando ai Trionfi di Petrarca e alle illustrazioni quattro-cinquecentesche di quest’Opera. In avanti, seguendo l’interpretazione di Simona Cohen, che in qualche maniera supera l’ipotesi panofskyana e mostra come la visione saturnina dell’iconologia del tempo sia in realtà solo tardo rinascimentale. Emerge quindi la tesi finale di questa ricerca: l’iconologia umanistica del tempo come ultimo luogo di equilibrio e legame tra Padre tempo e Padre eterno, prima che la lacerazione moderna venga a secolarizzare definitivamente il tempo e a consegnarcelo nel suo volto di tragico divoratore d’essere.

Starting from the Erwin Panofsky’s hypothesis (see the essay on Padre Tempo), this paper moves in two directions. First of all it goes back in time and returns to Petrarca’s Triumphs and to the fourteenth and sixteenth century illustrations of this Opera. Then it goes forward, following the interpretation of Simona Cohen, who somehow overcomes the Panofsky hypothesis and shows how the saturnine vision of Time Iconology emerges actually only in late Renaissance. Thus the final thesis of my research emerges: the humanistic iconology of time is the last ‘place’ of balance and bond between ‘Father Time’ and ‘Eternal Father’, before the modern laceration, that comes to definitively secularize time, in his face of tragic devourer of being.

L’iconologia di Padre tempo: storia di un errore. Petrarca, Ervin Panofsky e Simona Cohen

Annalisa Caputo
2019

Abstract

Starting from the Erwin Panofsky’s hypothesis (see the essay on Padre Tempo), this paper moves in two directions. First of all it goes back in time and returns to Petrarca’s Triumphs and to the fourteenth and sixteenth century illustrations of this Opera. Then it goes forward, following the interpretation of Simona Cohen, who somehow overcomes the Panofsky hypothesis and shows how the saturnine vision of Time Iconology emerges actually only in late Renaissance. Thus the final thesis of my research emerges: the humanistic iconology of time is the last ‘place’ of balance and bond between ‘Father Time’ and ‘Eternal Father’, before the modern laceration, that comes to definitively secularize time, in his face of tragic devourer of being.
Prendendo come ipotesi di ricerca quella suggerita da Erwin Panofsky nel suo lavoro su Padre Tempo, il saggio si muove in due direzioni. All’indietro, tornando ai Trionfi di Petrarca e alle illustrazioni quattro-cinquecentesche di quest’Opera. In avanti, seguendo l’interpretazione di Simona Cohen, che in qualche maniera supera l’ipotesi panofskyana e mostra come la visione saturnina dell’iconologia del tempo sia in realtà solo tardo rinascimentale. Emerge quindi la tesi finale di questa ricerca: l’iconologia umanistica del tempo come ultimo luogo di equilibrio e legame tra Padre tempo e Padre eterno, prima che la lacerazione moderna venga a secolarizzare definitivamente il tempo e a consegnarcelo nel suo volto di tragico divoratore d’essere.
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