Background: L’instabilità clinica e la complessità degli interventi medici ed infermieristici non sono gli unici elementi che caratterizzano l’area critica. La qualità della comunicazione e l’appropriatezza delle informazioni fornite all’utente ed i suoi familiari sono altresì fondamentali ai fini del miglioramento continuo. Scopo dello Studio: Analizzare, mediante revisione narrativa della letteratura, i diversi elementi che caratterizzano i delicati rapporti interpersonali in Terapia Intensiva (ICU) tra l’equipe medico-infermieristica, i pazienti ed i loro familiari al fine di mettere in luce i punti di forza ed i punti di debolezza delle diverse strategie comunicative adottate. Materiali e Metodi: La ricerca delle fonti bibliografiche è stata effettuata su Medline (PubMed) attraverso le seguenti keywords: “intensive care units”, “perception of needs”, “family expectations”, “family empathy”, “communication in ICU”, “brochure”, “nurse attitude in ICU”, “open visit ICU”, “family meeting ICU”, “family and physician interaction ICU”. Una ulteriore ricerca è stata condotta su riviste non indicizzate al fine di ampliare le fonti di riferimento. Nella ricerca di background sono stati identificati 107 articoli e dalla selezione successiva, effettuata secondo criteri di inclusione ed esclusione, sono stati estratti 33 articoli di cui 32 provenienti da database elettronici e 1 da riviste non indicizzate. Risultati: Poiché i pazienti ricoverati ICU spesso non possono essere coinvolti direttamente nelle discussioni inerenti la diagnosi, la prognosi, il piano terapeutico o le preferenze di cura, più spesso il confronto del personale medico ed infermieristico avviene con i familiari legalmente autorizzati. Come si evince in diversi studi, i familiari hanno bisogno di essere informati, di essere considerati attori importanti ed attivi nel processo di guarigione, di espletare il proprio diritto anche di fronte ad una prognosi infausta. Da ciò deriva l’esigenza da parte del personale sanitario di salvaguardare il nucleo familiare attraverso un’adeguata comunicazione che non vada, tuttavia, a limitare la possibilità di intervento sul paziente. Conclusioni: Dalla revisione della letteratura si evince la possibilità di migliorare la qualità nella comunicazione percepita dai pazienti ricoverati e dai loro familiari, anche attraverso l’utilizzo di strumenti a supporto della comunicazione stessa.L’introduzione di brochure informative e di questionari in grado di raccogliere il feedback dei pazienti, dei familiari e del personale sanitario favorisce lo sviluppo delle relazioni comunicative all’interno di un sistema complesso come quello delle ICU.

L’EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE ED I FAMILIARI IN TERAPIA INTENSIVA: REVISIONE DELLA LETTERATURA

Cicolini G
2013

Abstract

Background: L’instabilità clinica e la complessità degli interventi medici ed infermieristici non sono gli unici elementi che caratterizzano l’area critica. La qualità della comunicazione e l’appropriatezza delle informazioni fornite all’utente ed i suoi familiari sono altresì fondamentali ai fini del miglioramento continuo. Scopo dello Studio: Analizzare, mediante revisione narrativa della letteratura, i diversi elementi che caratterizzano i delicati rapporti interpersonali in Terapia Intensiva (ICU) tra l’equipe medico-infermieristica, i pazienti ed i loro familiari al fine di mettere in luce i punti di forza ed i punti di debolezza delle diverse strategie comunicative adottate. Materiali e Metodi: La ricerca delle fonti bibliografiche è stata effettuata su Medline (PubMed) attraverso le seguenti keywords: “intensive care units”, “perception of needs”, “family expectations”, “family empathy”, “communication in ICU”, “brochure”, “nurse attitude in ICU”, “open visit ICU”, “family meeting ICU”, “family and physician interaction ICU”. Una ulteriore ricerca è stata condotta su riviste non indicizzate al fine di ampliare le fonti di riferimento. Nella ricerca di background sono stati identificati 107 articoli e dalla selezione successiva, effettuata secondo criteri di inclusione ed esclusione, sono stati estratti 33 articoli di cui 32 provenienti da database elettronici e 1 da riviste non indicizzate. Risultati: Poiché i pazienti ricoverati ICU spesso non possono essere coinvolti direttamente nelle discussioni inerenti la diagnosi, la prognosi, il piano terapeutico o le preferenze di cura, più spesso il confronto del personale medico ed infermieristico avviene con i familiari legalmente autorizzati. Come si evince in diversi studi, i familiari hanno bisogno di essere informati, di essere considerati attori importanti ed attivi nel processo di guarigione, di espletare il proprio diritto anche di fronte ad una prognosi infausta. Da ciò deriva l’esigenza da parte del personale sanitario di salvaguardare il nucleo familiare attraverso un’adeguata comunicazione che non vada, tuttavia, a limitare la possibilità di intervento sul paziente. Conclusioni: Dalla revisione della letteratura si evince la possibilità di migliorare la qualità nella comunicazione percepita dai pazienti ricoverati e dai loro familiari, anche attraverso l’utilizzo di strumenti a supporto della comunicazione stessa.L’introduzione di brochure informative e di questionari in grado di raccogliere il feedback dei pazienti, dei familiari e del personale sanitario favorisce lo sviluppo delle relazioni comunicative all’interno di un sistema complesso come quello delle ICU.
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