La nostra società, fortemente competitiva a tutti i livelli, sta subendo importanti mutamenti di valori, di abitudini, di modi di vivere e di percepire l’altro differente da sé. Conoscere l’altro significa cogliere tutte le varie dimensioni e sfaccettature che lo compongono, senza generare superficialmente un giudizio, elaborato nella fase che precede il contatto vero e proprio. Si tratta del pregiudizio, un’anticipazione acritica all’esperienza di contatto (Galimberti, 1992), che non può prescindere, oggi più che mai, daun’interazione di successo, essenziale per assumere le prospettive del “diverso”. Tale articolo muove le mosse dalla consapevolezza che l’acquisizione di punti di vista comuni sia funzionale alla capacità di individuare, dietro le differenze culturali, l’universalità della condizione umana. Questo impegno diviene necessario in quanto consente di generare coesione sociale, che nasce non solo dal «diritto alla diversità», ma anche dal «diritto alla somiglianza», poiché pone tutti i membri di una comunità alla ricerca di un modus vivendi orientato alla solidarietà (Santerini, 2003).

Our society, highly competitive at all levels, is undergoing important changes in values, habits, ways of living and perceiving others differently from themselves. Knowing the other means grasping all the various dimensions and facets that compose it, without superficially generating a judgment, elaborated in the phase that precedes the actual contact. This is prejudice, an uncritical anticipation of the contact experience (Galimberti, 1992), which cannot be ignored today, more than ever, by a successful interaction, essential for assuming the perspectives of the "different". This article starts from the awareness that the acquisition of common points of view is functional to the ability to identify, behind cultural differences, the universality of the human condition. This commitment becomes necessary because it allows us to generate social cohesion, which arises not only from the "right to diversity", but also from the "right to similarity", since it places all the members of a community in search of a modus vivendi oriented towards solidarity (Santerini, 2003).

Ripensare il pregiudizio sulla persona

Anna Civita
;
Matteo Conte
2019

Abstract

Our society, highly competitive at all levels, is undergoing important changes in values, habits, ways of living and perceiving others differently from themselves. Knowing the other means grasping all the various dimensions and facets that compose it, without superficially generating a judgment, elaborated in the phase that precedes the actual contact. This is prejudice, an uncritical anticipation of the contact experience (Galimberti, 1992), which cannot be ignored today, more than ever, by a successful interaction, essential for assuming the perspectives of the "different". This article starts from the awareness that the acquisition of common points of view is functional to the ability to identify, behind cultural differences, the universality of the human condition. This commitment becomes necessary because it allows us to generate social cohesion, which arises not only from the "right to diversity", but also from the "right to similarity", since it places all the members of a community in search of a modus vivendi oriented towards solidarity (Santerini, 2003).
978-88-94-28106-4
La nostra società, fortemente competitiva a tutti i livelli, sta subendo importanti mutamenti di valori, di abitudini, di modi di vivere e di percepire l’altro differente da sé. Conoscere l’altro significa cogliere tutte le varie dimensioni e sfaccettature che lo compongono, senza generare superficialmente un giudizio, elaborato nella fase che precede il contatto vero e proprio. Si tratta del pregiudizio, un’anticipazione acritica all’esperienza di contatto (Galimberti, 1992), che non può prescindere, oggi più che mai, daun’interazione di successo, essenziale per assumere le prospettive del “diverso”. Tale articolo muove le mosse dalla consapevolezza che l’acquisizione di punti di vista comuni sia funzionale alla capacità di individuare, dietro le differenze culturali, l’universalità della condizione umana. Questo impegno diviene necessario in quanto consente di generare coesione sociale, che nasce non solo dal «diritto alla diversità», ma anche dal «diritto alla somiglianza», poiché pone tutti i membri di una comunità alla ricerca di un modus vivendi orientato alla solidarietà (Santerini, 2003).
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