La sepsi grave e lo shock settico rappresentano stati infiammatori che derivano da una risposta sistemica a un'infezione batterica. Durante la risposta infiammatoria (SIRS) si assiste ad un coinvolgimento di mediatori solubili sia della flogosi che della cascata coagulativa. Nei pazienti con sepsi grave e shock settico si verifica una anomala attivazione della cascata della coagulazione e della risposta infiammatoria, pertanto tali patologie necessitano di una rapida e precoce diagnosi per garantire una maggiore sopravvivenza dei pazienti. Se è noto che la emocoltura rappresenta il gold standard per la diagnostica della sepsi e la presepsina è significativamente aumentata in pazienti settici, recentemente è emerso il ruolo in tale processo di altre molecole quali la proteina C coagulativa. Questa è un inibitore fisiologico della coagulazione, in grado di regolare l’attività del fattore V e VIII, ed è in grado di inibire sia le attività infiammatorie mediate dalla trombina che l’adesione dei leucociti all’endotelio. Scopo di questo studio è stato quello di valutare se in pazienti con emocolture positive esiste una correlazione tra le concentrazioni della proteina C coagulativa e la presepsina. Materiali e metodi: nel periodo compreso tra aprile e maggio 2017, sono stati selezionati 35 pazienti con emocolture positive (14 maschi e 21 femmine) (età mediana dei maschi 74 anni età mediana delle femmine 69 anni). Le determinazioni della presepsina (plasma litio-eparina) è stata eseguita sull’analizzatore PathFast® (Mitsubishi Gepa) con metodica immunoenzimatica in chemiluminescenza. Il dosaggio della proteina C quantitativa funzionalmente attiva è stata determinata sull’analizzatore CS5100 (Siemens). Le determinazioni sono state monitorate per tre giorni consecutivi.Risultati: retta di regressione y = 129,2111 - 23,9553 log(x) (intercetta CI 95% 94,71 to 163,70) coefficiente di regressione R = -0.408, CI 95% (-0,59 to -0,18) p<0.005 il coefficiente di correlazione mostra una correlazione inversa statisticamente significativa. Conclusioni: I nostri dati preliminari confermano quanto riportato in Letteratura sul ruolo della proteina C coagulativa nei pazienti con sepsi. Un decremento della presepsina accompagnata ad un aumento della proteina C coagulativa soprattutto in terza giornata fornisce una indicazione sul decorso clinico della sepsi. Pertanto appare utile, in corso di sepsi, associare al dosaggio della presepsina e quello della proteina C coagulativa al fine aumentare il potere predittivo positivo del trattamento farmacologico.
Proteina C coagulativa e presepspeina nei pazienti con sepsi: nostra esperienza
L. SantacroceConceptualization
;
2017-01-01
Abstract
La sepsi grave e lo shock settico rappresentano stati infiammatori che derivano da una risposta sistemica a un'infezione batterica. Durante la risposta infiammatoria (SIRS) si assiste ad un coinvolgimento di mediatori solubili sia della flogosi che della cascata coagulativa. Nei pazienti con sepsi grave e shock settico si verifica una anomala attivazione della cascata della coagulazione e della risposta infiammatoria, pertanto tali patologie necessitano di una rapida e precoce diagnosi per garantire una maggiore sopravvivenza dei pazienti. Se è noto che la emocoltura rappresenta il gold standard per la diagnostica della sepsi e la presepsina è significativamente aumentata in pazienti settici, recentemente è emerso il ruolo in tale processo di altre molecole quali la proteina C coagulativa. Questa è un inibitore fisiologico della coagulazione, in grado di regolare l’attività del fattore V e VIII, ed è in grado di inibire sia le attività infiammatorie mediate dalla trombina che l’adesione dei leucociti all’endotelio. Scopo di questo studio è stato quello di valutare se in pazienti con emocolture positive esiste una correlazione tra le concentrazioni della proteina C coagulativa e la presepsina. Materiali e metodi: nel periodo compreso tra aprile e maggio 2017, sono stati selezionati 35 pazienti con emocolture positive (14 maschi e 21 femmine) (età mediana dei maschi 74 anni età mediana delle femmine 69 anni). Le determinazioni della presepsina (plasma litio-eparina) è stata eseguita sull’analizzatore PathFast® (Mitsubishi Gepa) con metodica immunoenzimatica in chemiluminescenza. Il dosaggio della proteina C quantitativa funzionalmente attiva è stata determinata sull’analizzatore CS5100 (Siemens). Le determinazioni sono state monitorate per tre giorni consecutivi.Risultati: retta di regressione y = 129,2111 - 23,9553 log(x) (intercetta CI 95% 94,71 to 163,70) coefficiente di regressione R = -0.408, CI 95% (-0,59 to -0,18) p<0.005 il coefficiente di correlazione mostra una correlazione inversa statisticamente significativa. Conclusioni: I nostri dati preliminari confermano quanto riportato in Letteratura sul ruolo della proteina C coagulativa nei pazienti con sepsi. Un decremento della presepsina accompagnata ad un aumento della proteina C coagulativa soprattutto in terza giornata fornisce una indicazione sul decorso clinico della sepsi. Pertanto appare utile, in corso di sepsi, associare al dosaggio della presepsina e quello della proteina C coagulativa al fine aumentare il potere predittivo positivo del trattamento farmacologico.File | Dimensione | Formato | |
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