Da alcuni decenni si assiste ad una crescente attenzione da parte della psicologia verso i fenomeni economici e finanziari. Questo interesse ha riguardato differenti aspetti del comportamento economico degli operatori ed in particolare del comportamento degli investitori all’interno dei mercati finanziari. Con l’espressione “finanza comportamentale” si intende lo studio del comportamento degli operatori sui mercati valorizzando una prospettiva psicologica. Si assiste ad un graduale abbandono delle ipotesi tradizionali della teoria neoclassica, relative al comportamento degli agenti economici, nel tentativo di spiegare ed interpretare svariati fenomeni non ortodossi manifestati dagli stessi operatori. La finanza comportamentale, in realtà, non rappresenta ancora, né lo è stata in passato, una teoria organica tale da contrapporsi alla ben più nota e più robusta teoria dell’utilità attesa, su cui si fonda l’intero impianto normativo neoclassico. Lo scopo che ci si prefigge, in questo lavoro, è quello di effettuare un’analisi comportamentale dell’investitore focalizzandoci, dapprima, sui profili teorici alla base della razionalità delle decisioni finanziarie. Tali principi, come già anticipato, hanno visto, con il passare del tempo, l’affiancarsi di ulteriori teorie che hanno, invece, dimostrato l’esistenza di un certo grado di irrazionalità nelle decisioni d’investimento. Successivamente, si porrà l’attenzione sui fattori oggettivi e soggettivi che incidono sulle scelte d’investimento e quindi su come si concretizza il processo decisionale e la conseguente composizione dei portafogli finanziari. Infine, sembra interessante evidenziare l’incidenza degli operatori bancari sui modelli comportamentali degli investitori. In particolare, saranno svolte considerazioni sul livello di correlazione tra l’operato degli intermediari e la razionalità insita nelle scelte del risparmiatore, nonché sul ruolo dell’innovazione finanziaria quale fattore incentivante comportamenti irrazionali. Concluderà il lavoro la presentazione di alcune prime evidenze empiriche sull’evoluzione nei modelli comportamentali degli investitori e in particolare su come il clima di fiducia o di sfiducia e l’andamento dei mercati finanziari possano influenzare la performance dei portafogli finanziari detenuti dagli investitori.

Profili teorici ed evidenze empiriche sul comportamento dell'investitore

RONCONE, Valeria
2007

Abstract

Da alcuni decenni si assiste ad una crescente attenzione da parte della psicologia verso i fenomeni economici e finanziari. Questo interesse ha riguardato differenti aspetti del comportamento economico degli operatori ed in particolare del comportamento degli investitori all’interno dei mercati finanziari. Con l’espressione “finanza comportamentale” si intende lo studio del comportamento degli operatori sui mercati valorizzando una prospettiva psicologica. Si assiste ad un graduale abbandono delle ipotesi tradizionali della teoria neoclassica, relative al comportamento degli agenti economici, nel tentativo di spiegare ed interpretare svariati fenomeni non ortodossi manifestati dagli stessi operatori. La finanza comportamentale, in realtà, non rappresenta ancora, né lo è stata in passato, una teoria organica tale da contrapporsi alla ben più nota e più robusta teoria dell’utilità attesa, su cui si fonda l’intero impianto normativo neoclassico. Lo scopo che ci si prefigge, in questo lavoro, è quello di effettuare un’analisi comportamentale dell’investitore focalizzandoci, dapprima, sui profili teorici alla base della razionalità delle decisioni finanziarie. Tali principi, come già anticipato, hanno visto, con il passare del tempo, l’affiancarsi di ulteriori teorie che hanno, invece, dimostrato l’esistenza di un certo grado di irrazionalità nelle decisioni d’investimento. Successivamente, si porrà l’attenzione sui fattori oggettivi e soggettivi che incidono sulle scelte d’investimento e quindi su come si concretizza il processo decisionale e la conseguente composizione dei portafogli finanziari. Infine, sembra interessante evidenziare l’incidenza degli operatori bancari sui modelli comportamentali degli investitori. In particolare, saranno svolte considerazioni sul livello di correlazione tra l’operato degli intermediari e la razionalità insita nelle scelte del risparmiatore, nonché sul ruolo dell’innovazione finanziaria quale fattore incentivante comportamenti irrazionali. Concluderà il lavoro la presentazione di alcune prime evidenze empiriche sull’evoluzione nei modelli comportamentali degli investitori e in particolare su come il clima di fiducia o di sfiducia e l’andamento dei mercati finanziari possano influenzare la performance dei portafogli finanziari detenuti dagli investitori.
978-88-87965-45-2
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