Nel corso degli ultimi due decenni, è mutata profondamente la percezione del ruolo della religione all’interno della società; difatti, il fenomeno religioso è tornato alla ribalta della storia e della politica, non solo italiana ma mondiale, per una serie di simultanei fattori, tra cui l’irreversibile crisi e il fallimento delle ideologie considerate secolari, il rilancio a livello internazionale della rilevanza pubblica della fede religiosa, grazie anche all’eccezionale figura del Pontefice Giovanni Paolo II, ed infine l’ascesa dell’Islam e anche del suo fondamentalismo nei Paesi del Medio Oriente: tutti fattori che hanno svelato, sia pur con risultati opposti, il terribile potenziale rivoluzionario della religione anche sui sistemi politici ed economici. Del resto, come evidenziano da tempo i sociologi, in Occidente la secolarizzazione, pur determinando l’abbandono progressivo a valori e riferimenti etici tradizionali, tra cui quelli religiosi, così come trasmessi dalle generazioni precedenti, non ha in realtà soffocato il bisogno di trascendenza, anzi ha esaltato la dimensione soggettiva e di esperienza personale della fede religiosa a scapito dei suoi profili istituzionali e dogmatici. La manifestazione del fenomeno religioso in uno spazio più allargato quale ad esempio quello europeo, rinnovato nelle dimensioni e nelle manifestazioni socio-politico-culturali, investe più di una problematica e, sotto differenti punti di vista, coinvolge il rapporto tra Stato e Comunità, il rapporto tra cittadini e istituzioni comunitarie, il confronto tra le varie identità (religiose, nazionali, culturali, etniche, linguistiche), le relazioni tra ordinamenti statali e confessioni religiose, il rapporto tra fenomeno migratorio e nuovi insediamenti minoritari. L’insieme di questi fattori, uniti ai processi migratori e alla diffusione, sempre maggiore, dell’Islam nei Paesi occidentali, hanno fortemente inciso sul ruolo e sull’autocoscienza delle stesse confessioni religiose. In Italia, il totale superamento del principio confessionista ed al contempo in Europa il declino del sistema delle Chiese di Stato, e l’insediamento di nuove religioni e culture con una forte carica identitaria «hanno indotto le confessioni religiose “di minoranza” ed i loro fedeli a passare dalla tradizionale rivendicazione dell’uguaglianza di trattamento o parità dei culti, secondo l’istanza tipica della transizione da una società religiosamente omogenea ad altra di carattere multiconfessionale, a quella della tutela della propria identità o diversità, conferendo al diritto di libertà religiosa contenuti più propositivi e rivendicativi rispetto alla mera affermazione della non interferenza dello Stato in materia religiosa».

La libertà religiosa nelle dinamiche della società multiculturale: il problema dell'assistenza sanitaria

Santoro Roberta
2008-01-01

Abstract

Nel corso degli ultimi due decenni, è mutata profondamente la percezione del ruolo della religione all’interno della società; difatti, il fenomeno religioso è tornato alla ribalta della storia e della politica, non solo italiana ma mondiale, per una serie di simultanei fattori, tra cui l’irreversibile crisi e il fallimento delle ideologie considerate secolari, il rilancio a livello internazionale della rilevanza pubblica della fede religiosa, grazie anche all’eccezionale figura del Pontefice Giovanni Paolo II, ed infine l’ascesa dell’Islam e anche del suo fondamentalismo nei Paesi del Medio Oriente: tutti fattori che hanno svelato, sia pur con risultati opposti, il terribile potenziale rivoluzionario della religione anche sui sistemi politici ed economici. Del resto, come evidenziano da tempo i sociologi, in Occidente la secolarizzazione, pur determinando l’abbandono progressivo a valori e riferimenti etici tradizionali, tra cui quelli religiosi, così come trasmessi dalle generazioni precedenti, non ha in realtà soffocato il bisogno di trascendenza, anzi ha esaltato la dimensione soggettiva e di esperienza personale della fede religiosa a scapito dei suoi profili istituzionali e dogmatici. La manifestazione del fenomeno religioso in uno spazio più allargato quale ad esempio quello europeo, rinnovato nelle dimensioni e nelle manifestazioni socio-politico-culturali, investe più di una problematica e, sotto differenti punti di vista, coinvolge il rapporto tra Stato e Comunità, il rapporto tra cittadini e istituzioni comunitarie, il confronto tra le varie identità (religiose, nazionali, culturali, etniche, linguistiche), le relazioni tra ordinamenti statali e confessioni religiose, il rapporto tra fenomeno migratorio e nuovi insediamenti minoritari. L’insieme di questi fattori, uniti ai processi migratori e alla diffusione, sempre maggiore, dell’Islam nei Paesi occidentali, hanno fortemente inciso sul ruolo e sull’autocoscienza delle stesse confessioni religiose. In Italia, il totale superamento del principio confessionista ed al contempo in Europa il declino del sistema delle Chiese di Stato, e l’insediamento di nuove religioni e culture con una forte carica identitaria «hanno indotto le confessioni religiose “di minoranza” ed i loro fedeli a passare dalla tradizionale rivendicazione dell’uguaglianza di trattamento o parità dei culti, secondo l’istanza tipica della transizione da una società religiosamente omogenea ad altra di carattere multiconfessionale, a quella della tutela della propria identità o diversità, conferendo al diritto di libertà religiosa contenuti più propositivi e rivendicativi rispetto alla mera affermazione della non interferenza dello Stato in materia religiosa».
2008
978-83-89112-64-4
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