Partendo da una prospettiva culturale, tale contributo intende riflettere su quanto l’identità stessa del traduttore possa influire, in modo più o meno conscio, sulla maniera in cui vengono rappresentati i ruoli e gli equilibri di gender nel passaggio interlinguistico di un testo profondamente intriso di cultura anglo-caraibica quale Miguel Street (1959), romanzo giovanile dello scrittore Vidiadhar Surajprasad Naipaul, futuro premio Nobel nel 2001. Poiché gli stereotipi di gender rivestono un ruolo fondamentale nel romanzo, è oltremodo significativo osservare le scelte traduttive attraverso cui Marcella Dallatorre ha tentato di restituire al lettore italiano l’intrinseca complessità del patriarcale contesto socio-culturale dell’isola di Trinidad, del quale è parte integrante una vera e propria «ethic of violent masculine performance» (Rohlehr 2004: 336). L’analisi contrastiva tra source e target text evidenzia come la traduzione italiana oscilli tra differenti strategie linguistiche, ciascuna delle quali lascia intravedere in filigrana il punto di vista femminile della traduttrice nel confrontarsi con la rappresentazione della tronfia mascolinità caraibica e dei traumatici rapporti uomo-donna, spesso culminanti nell’atto di picchiare la propria compagna per un nonnulla, nella popolare convinzione che «woman and them like a good dose of blows, you know. […]. Is gospel truth about woman» (Naipaul 2002: 87).

"‘You see the sort of thing woman is’: Riflessioni di gender sulla traduzione italiana di Miguel Street"

PETILLO, MARIACRISTINA
2010

Abstract

Partendo da una prospettiva culturale, tale contributo intende riflettere su quanto l’identità stessa del traduttore possa influire, in modo più o meno conscio, sulla maniera in cui vengono rappresentati i ruoli e gli equilibri di gender nel passaggio interlinguistico di un testo profondamente intriso di cultura anglo-caraibica quale Miguel Street (1959), romanzo giovanile dello scrittore Vidiadhar Surajprasad Naipaul, futuro premio Nobel nel 2001. Poiché gli stereotipi di gender rivestono un ruolo fondamentale nel romanzo, è oltremodo significativo osservare le scelte traduttive attraverso cui Marcella Dallatorre ha tentato di restituire al lettore italiano l’intrinseca complessità del patriarcale contesto socio-culturale dell’isola di Trinidad, del quale è parte integrante una vera e propria «ethic of violent masculine performance» (Rohlehr 2004: 336). L’analisi contrastiva tra source e target text evidenzia come la traduzione italiana oscilli tra differenti strategie linguistiche, ciascuna delle quali lascia intravedere in filigrana il punto di vista femminile della traduttrice nel confrontarsi con la rappresentazione della tronfia mascolinità caraibica e dei traumatici rapporti uomo-donna, spesso culminanti nell’atto di picchiare la propria compagna per un nonnulla, nella popolare convinzione che «woman and them like a good dose of blows, you know. […]. Is gospel truth about woman» (Naipaul 2002: 87).
978-88-207-4954-5
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