Il contributo affronta criticamente la discussione relativa alla interconnessione tra sessualità (intesa come costruzione socio-culturale) e pratica clinica (intesa come ambito degli interventi di tipo terapeutico sulla sessualità). L'impostazione discorsiva assunta consente l'accesso alla possibilità di comprendere le conseguenti interazioni di discorso e potere – da cui emerge il profilo di un dispositivo finalizzato al controllo sociale della sessualità, producendo ex nihil il proprio "abietto". Si realizza in tal modo una reificazione simbolica di quelle forme di soggettività rese incoerenti negli scenari della normatività regolativa del sistema eterosessuale. Emergono, tuttavia, nuove e più complesse rappresentazioni possibili dell’identità di genere e dell'orientamento sessuale. Diventa, pertanto, imprescindibile, in termini clinici, la ri-definizione di una teoria dell’intervento clinico commisurato alle differenti costellazioni fenomenologiche della sessualità. Ne consegue che il supporto terapeutico non è più legittimato ad agire categorie patologizzanti con cui pretendere di riparare disturbi ritenuti non conformi ai paradigmi socialmente riconosciuti, dovendo piuttosto gestire l'accoglienza e la restituzione del vissuto del cliente/paziente in un’ottica di sostegno e potenziamento delle multiformi configurazioni dell’identità di genere e dell'orientamento sessuale.

Per un'epistemologia della clinica applicata alla sessualità / TAURINO A. - In: REVISTA EUROPEIA DE ETNOGRAFIA DA EDUCAÇÃO. - ISSN 1645-8699. - 7-8(2010), pp. 139-155.

Per un'epistemologia della clinica applicata alla sessualità

TAURINO, Alessandro
2010

Abstract

Il contributo affronta criticamente la discussione relativa alla interconnessione tra sessualità (intesa come costruzione socio-culturale) e pratica clinica (intesa come ambito degli interventi di tipo terapeutico sulla sessualità). L'impostazione discorsiva assunta consente l'accesso alla possibilità di comprendere le conseguenti interazioni di discorso e potere – da cui emerge il profilo di un dispositivo finalizzato al controllo sociale della sessualità, producendo ex nihil il proprio "abietto". Si realizza in tal modo una reificazione simbolica di quelle forme di soggettività rese incoerenti negli scenari della normatività regolativa del sistema eterosessuale. Emergono, tuttavia, nuove e più complesse rappresentazioni possibili dell’identità di genere e dell'orientamento sessuale. Diventa, pertanto, imprescindibile, in termini clinici, la ri-definizione di una teoria dell’intervento clinico commisurato alle differenti costellazioni fenomenologiche della sessualità. Ne consegue che il supporto terapeutico non è più legittimato ad agire categorie patologizzanti con cui pretendere di riparare disturbi ritenuti non conformi ai paradigmi socialmente riconosciuti, dovendo piuttosto gestire l'accoglienza e la restituzione del vissuto del cliente/paziente in un’ottica di sostegno e potenziamento delle multiformi configurazioni dell’identità di genere e dell'orientamento sessuale.
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