La dialettica, cioè l’interazione fra le differenti 'auctoritates' che costituiscono la trama dei commentari sull’Aristotele delle opere naturalistiche nel XII e XIII secolo, è esaminata in questo studio attraverso l’impiego delle diverse modalità argomentative ('digressio', 'paraphrasis'), di cui si serve Alberto Magno nei suoi trattati scientifici su base aristotelica. Più in particolare sono qui considerati come 'specimen' interpretativo i 'Meteora' , il commento di Alberto ai 'Meteorologica' di Aristotele, nelle cui 'digressiones', veri e propri angoli di chiarimento, di approfondimento e di discussione di 'quaestiones' poste dal testo aristotelico conosciuto da Alberto nella versione arabo-latina di Gerardo da Cremona, s’incrociano e si confrontano 'auctores' greci, latini, arabi, quali Avicenna col' De mineralibus' che si fa significativamente testimone di passi perduti nella tradizione araba dei ‘Meteorologica’ di Aristotele, Alessandro di Afrodisia anch’egli commentatore della stessa opera aristotelica, scritti conosciuti entrambi nella traduzione di Alfredo Anglico, e Seneca delle Naturales quaestiones, ma anche 'auctoritates' anonime come gli 'alchimici', o come il 'Liber ignium' attribuito a Marchus Graecus, che fondano la loro conoscenza sull’esperienza, molto importanti per Alberto Magno 'experimentator', avviato criticamente verso nuove e più avanzate forme d’indagine scientifica, andando oltre la tradizione degli Antichi.

La dialettica delle auctoritates da Aristotele ad Alberto Magno

CAMPANALE, Maria Innocenza
2014

Abstract

La dialettica, cioè l’interazione fra le differenti 'auctoritates' che costituiscono la trama dei commentari sull’Aristotele delle opere naturalistiche nel XII e XIII secolo, è esaminata in questo studio attraverso l’impiego delle diverse modalità argomentative ('digressio', 'paraphrasis'), di cui si serve Alberto Magno nei suoi trattati scientifici su base aristotelica. Più in particolare sono qui considerati come 'specimen' interpretativo i 'Meteora' , il commento di Alberto ai 'Meteorologica' di Aristotele, nelle cui 'digressiones', veri e propri angoli di chiarimento, di approfondimento e di discussione di 'quaestiones' poste dal testo aristotelico conosciuto da Alberto nella versione arabo-latina di Gerardo da Cremona, s’incrociano e si confrontano 'auctores' greci, latini, arabi, quali Avicenna col' De mineralibus' che si fa significativamente testimone di passi perduti nella tradizione araba dei ‘Meteorologica’ di Aristotele, Alessandro di Afrodisia anch’egli commentatore della stessa opera aristotelica, scritti conosciuti entrambi nella traduzione di Alfredo Anglico, e Seneca delle Naturales quaestiones, ma anche 'auctoritates' anonime come gli 'alchimici', o come il 'Liber ignium' attribuito a Marchus Graecus, che fondano la loro conoscenza sull’esperienza, molto importanti per Alberto Magno 'experimentator', avviato criticamente verso nuove e più avanzate forme d’indagine scientifica, andando oltre la tradizione degli Antichi.
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