Il lavoro esamina la vicenda storica dell'impresa agricola. La prima parte è dedicata all'esperienza giuridica che va dall'inizio del Novecento alla codificazione del 1942. Si esaminano le differenze tra "Materia agricola e materia commerciale" e la collocazione della "materia" agricoltura nei progetti di riforma del codice di commercio, cosiderando la posizione della dottrina e le pressioni degli interessi politici ed economici. Si esaminano poi gli aspetti del protezionismo agricolo e la modernizzazione dell’agricoltura. L'analisi dei lavori preparatori riguarda il progetto «Asquini» di riforma del codice di commercio, fino al libro del lavoro nel codice civile unificato. La seconda parte del lavoro riguarda la normativa italiana sull'impresa agricoal anteriore alla riforma del 2001: l’interpretazione dell’art. 2135 c.c. negli orientamenti della dottrina commercialistica ed agraristica. Le singolari «polarità» nel dibattito sull’’impresa agricola tra antiformalisti e formalisti (dalla negazione dell’esistenza «tecnica» dell’impresa agricola alla teorica del ciclo biologico), nonché la teoria formalistica dell’impresa in generale e l’irrisolta contiguità/continuità tra proprietà ed impresa in agricoltura. SI discute infine del fondamento dell’agrarietà e della ragionevolezza di una disciplina differenziata tra impresa commerciale ed impresa agricola nella riflessione circa le scelte del codice civile del 1942. SI considera la funzione promozionale e la funzione protezionistica della disciplina codicistica sull’impresa agricola; l’evoluzione della nozione di agrarietà alla luce della legislazione speciale e del diritto comunitario, con particolare riguardo alla multifunzionalità delle strutture agricole. Si conclude nel senso dell’attuale primato della funzione promozionale nella individuazione dell’agrarietà dell’impresa, verificando l'esistenza di una via «italiana» per il possibile avvento di una disciplina privatistica unitaria dell’impresa e per la revisione del profilo dimensionale. Si esamina in chiusura il dualismo tra statuto dell’impresa e statuto del soggetto imprenditore (dal coltivatore diretto all’imprenditore agricolo professionale ed alla società agricola).

L'impresa agricola

IANNARELLI, Antonio;
2008

Abstract

Il lavoro esamina la vicenda storica dell'impresa agricola. La prima parte è dedicata all'esperienza giuridica che va dall'inizio del Novecento alla codificazione del 1942. Si esaminano le differenze tra "Materia agricola e materia commerciale" e la collocazione della "materia" agricoltura nei progetti di riforma del codice di commercio, cosiderando la posizione della dottrina e le pressioni degli interessi politici ed economici. Si esaminano poi gli aspetti del protezionismo agricolo e la modernizzazione dell’agricoltura. L'analisi dei lavori preparatori riguarda il progetto «Asquini» di riforma del codice di commercio, fino al libro del lavoro nel codice civile unificato. La seconda parte del lavoro riguarda la normativa italiana sull'impresa agricoal anteriore alla riforma del 2001: l’interpretazione dell’art. 2135 c.c. negli orientamenti della dottrina commercialistica ed agraristica. Le singolari «polarità» nel dibattito sull’’impresa agricola tra antiformalisti e formalisti (dalla negazione dell’esistenza «tecnica» dell’impresa agricola alla teorica del ciclo biologico), nonché la teoria formalistica dell’impresa in generale e l’irrisolta contiguità/continuità tra proprietà ed impresa in agricoltura. SI discute infine del fondamento dell’agrarietà e della ragionevolezza di una disciplina differenziata tra impresa commerciale ed impresa agricola nella riflessione circa le scelte del codice civile del 1942. SI considera la funzione promozionale e la funzione protezionistica della disciplina codicistica sull’impresa agricola; l’evoluzione della nozione di agrarietà alla luce della legislazione speciale e del diritto comunitario, con particolare riguardo alla multifunzionalità delle strutture agricole. Si conclude nel senso dell’attuale primato della funzione promozionale nella individuazione dell’agrarietà dell’impresa, verificando l'esistenza di una via «italiana» per il possibile avvento di una disciplina privatistica unitaria dell’impresa e per la revisione del profilo dimensionale. Si esamina in chiusura il dualismo tra statuto dell’impresa e statuto del soggetto imprenditore (dal coltivatore diretto all’imprenditore agricolo professionale ed alla società agricola).
978-88-348-8518-5
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