The broken relationship based more on mechanisms that cause discomfort trademarks of fragility, including slips, dialogical misunderstandings or shelved. The condition of loneliness drift plays around the link - missed or underlying paradoxically - capable of querying resources of missing. Spaces - urban or peasants - as well as situations of abandonment and detachment - especially the unemployed, couples and parental relations - appear as elements that can still divert the effects of erosion and populate emptiness, nothing by using, among other things, certain virtual tools. How lonely it can restore contacts (or by other cause) and thwart the resistance of their absence? Throughout the pages of La diagonale du vide (2009) by Pierre Peju and Cendrillon (2007) by Eric Reinhardt - exploring geometric expedient of relocation as diagonals and parallel - this study provides an analysis of current scriptural networks not to sink in solitude.

Le rotture relazionali poggiano sempre più su meccanismi di disagio che generano segni di fragilità, soprattutto degli scivolamenti, delle incomprensioni dialogiche o del mettere da parte. La condizione di solitudine che ne deriva gioca intorno al legame – mancato o paradossalmente sottostante – capace d’interrogare le risorse della “mancanza”. Gli spazi – urbani o campestri – così come le situazioni di abbandono e di distacco – proprî, in particolare, dei disoccupati, delle coppie e delle relazioni parentali – appaiono come elementi capaci nonostante tutto di deviare questi effetti di sfaldamento e di popolare il vuoto, il nulla mediante il ricorso, tra l’altro, a certi strumenti virtuali. In che mondo la solitudine può stabilire contatti (o generarne altri) ed eludere la resistenza della loro assenza? Nelle pagine di La diagonale du vide (2009) di Pierre Péju e di Cendrillon (2007) di Éric Reinhardt – che esplorano gli espedienti geometrici delle delocalizzazioni come le diagonali e le parallele –, questo studio propone un’analisi delle reti scritturali attuali per non naufragare nella solitudine.

Géométries solitaires: Pierre Péju et Éric Reinhardt

TERMITE, MARINELLA
2012

Abstract

Le rotture relazionali poggiano sempre più su meccanismi di disagio che generano segni di fragilità, soprattutto degli scivolamenti, delle incomprensioni dialogiche o del mettere da parte. La condizione di solitudine che ne deriva gioca intorno al legame – mancato o paradossalmente sottostante – capace d’interrogare le risorse della “mancanza”. Gli spazi – urbani o campestri – così come le situazioni di abbandono e di distacco – proprî, in particolare, dei disoccupati, delle coppie e delle relazioni parentali – appaiono come elementi capaci nonostante tutto di deviare questi effetti di sfaldamento e di popolare il vuoto, il nulla mediante il ricorso, tra l’altro, a certi strumenti virtuali. In che mondo la solitudine può stabilire contatti (o generarne altri) ed eludere la resistenza della loro assenza? Nelle pagine di La diagonale du vide (2009) di Pierre Péju e di Cendrillon (2007) di Éric Reinhardt – che esplorano gli espedienti geometrici delle delocalizzazioni come le diagonali e le parallele –, questo studio propone un’analisi delle reti scritturali attuali per non naufragare nella solitudine.
9788874624836
The broken relationship based more on mechanisms that cause discomfort trademarks of fragility, including slips, dialogical misunderstandings or shelved. The condition of loneliness drift plays around the link - missed or underlying paradoxically - capable of querying resources of missing. Spaces - urban or peasants - as well as situations of abandonment and detachment - especially the unemployed, couples and parental relations - appear as elements that can still divert the effects of erosion and populate emptiness, nothing by using, among other things, certain virtual tools. How lonely it can restore contacts (or by other cause) and thwart the resistance of their absence? Throughout the pages of La diagonale du vide (2009) by Pierre Peju and Cendrillon (2007) by Eric Reinhardt - exploring geometric expedient of relocation as diagonals and parallel - this study provides an analysis of current scriptural networks not to sink in solitude.
Les brisures relationnelles s’appuient de plus en plus sur des mécanismes de malaise qui engendrent des marques de fragilité, notamment des glissements, des incompréhensions dialogiques ou des mises à l’écart. La condition de solitude qui en dérive joue autour du lien – raté ou paradoxalement sous-jacent – capable d’interroger les ressources du “manque”. Les espaces – urbains ou paysans – ainsi que les situations d’abandon et de détachement – propres, en particulier, aux chômeurs, aux couples et aux relations parentales – apparaissent comme des éléments capables malgré tout de détourner ces effets d’effritement et de peupler le vide, le rien par le recours, entre autres, à certains outils virtuels. Comment la solitude peut-elle rétablir des contacts (ou bien en engendrer d’autres) et déjouer la résistance de leur absence? Au fil des pages de La diagonale du vide (2009) de Pierre Péju et de Cendrillon (2007) d’Éric Reinhardt – qui explorent les expédients géométriques des délocalisations comme les diagonales et les parallèles –, cette étude propose une analyse des réseaux scripturaux actuels pour ne pas sombrer dans la solitude.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11586/73502
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