La globalizzazione dei mercati ha diretta influenza sulla legislazione degli Stati perché spinge alla concorrenza fra gli ordinamenti. Questa discende dalla consapevolezza che gli investimenti tendono a dirigersi laddove trovano le condizioni giuridiche più favorevoli. Ma l'esigenza di far sì che anche tale "concorrenza" abbia a svolgersi non considerando il "capitale" come una "variabile indipendente", ma salvaguardando lo "zoccolo duro" delle regole di tutela della persona, del lavoro, dell'ambiente, acquisite nei Paesi più evoluti, spinge gli ordinamenti verso statuti organizzativi dell'impresa e del lavoro tendenzialmente più omogenei. Nello stesso tempo la "concorrenza" fra gli ordinamenti si dispiega nella ricerca di moduli organizzativi aperti all'autonomia negoziale, per assicurare alle imprese le migliori condizioni di competitività; ma anche di ordinamenti sostanziali e processuali considerati capaci di assicurare certezza del diritto, capacità di far osservare le regole poste, prevedibilità dei contenuti e tempestività elci tempi delle decisioni amministrative e giudiziarie. La spinta alla privatizzazione, concessione ai privati del controllo di imprese pubbliche, non solo corrisponde ad obiettivi di politica economica, quali la riduzione del debito pubblico e la diffusione dell'azionariato con corrispondente potenziamento della capitalizzazione di borsa, ma, sul piano del diritto, è conseguente .n'attuazione del regime concorrenziale e comporta una espansionedel diritto privato. Scopo principale delle presenti note è quello di guardare in che modo la scelta di fondo del nuovo contesto giuridico, di presentarsi come elemento di competitività del sistema economico, considera e disciplina la struttura a gruppo, adottata non solo da quasi tutte le più grandi imprese del nostro Paese, ma anche da un elevato numero di aziende di piccole e medie dimensioni. Per meglio raccordare il filo che unisce le moderne finalità economiche del gruppo agli obiettivi della norma e coglierne le possibili congruenze, si analizzano, preliminarmente, le motivazioni che spingono alla costituzione di tali aggregati economici, osservandoli come modalità di ricerca della grande dimensione, come forme efficienti di governo delle transazioni, come moltiplicatori del capitale controllato, come architetture organizzativo-giuridiche per la creazione di un assetto istituzionale più efficiente ed efficace. La seconda parte del lavoro è tutta dedicata alla ricerca della costruzione giuridica del gruppo ed ai suoi tratti evolutivi nella recente normativa sulla corporate governance, con particolare riferimento alla sperimetrazione, di volta in volta, rilevante per garantire diverse forme di tutela, generali e speciali, individuate, con la finalità di giungere a considerazioni conclusive circa l'efficacia delle soluzioni adottate, anche con riferimento. alla legislazione internazionale esistente

L'economia dei gruppi aziendali nella riforma del diritto societario

CARRASSI, Mario
2000

Abstract

La globalizzazione dei mercati ha diretta influenza sulla legislazione degli Stati perché spinge alla concorrenza fra gli ordinamenti. Questa discende dalla consapevolezza che gli investimenti tendono a dirigersi laddove trovano le condizioni giuridiche più favorevoli. Ma l'esigenza di far sì che anche tale "concorrenza" abbia a svolgersi non considerando il "capitale" come una "variabile indipendente", ma salvaguardando lo "zoccolo duro" delle regole di tutela della persona, del lavoro, dell'ambiente, acquisite nei Paesi più evoluti, spinge gli ordinamenti verso statuti organizzativi dell'impresa e del lavoro tendenzialmente più omogenei. Nello stesso tempo la "concorrenza" fra gli ordinamenti si dispiega nella ricerca di moduli organizzativi aperti all'autonomia negoziale, per assicurare alle imprese le migliori condizioni di competitività; ma anche di ordinamenti sostanziali e processuali considerati capaci di assicurare certezza del diritto, capacità di far osservare le regole poste, prevedibilità dei contenuti e tempestività elci tempi delle decisioni amministrative e giudiziarie. La spinta alla privatizzazione, concessione ai privati del controllo di imprese pubbliche, non solo corrisponde ad obiettivi di politica economica, quali la riduzione del debito pubblico e la diffusione dell'azionariato con corrispondente potenziamento della capitalizzazione di borsa, ma, sul piano del diritto, è conseguente .n'attuazione del regime concorrenziale e comporta una espansionedel diritto privato. Scopo principale delle presenti note è quello di guardare in che modo la scelta di fondo del nuovo contesto giuridico, di presentarsi come elemento di competitività del sistema economico, considera e disciplina la struttura a gruppo, adottata non solo da quasi tutte le più grandi imprese del nostro Paese, ma anche da un elevato numero di aziende di piccole e medie dimensioni. Per meglio raccordare il filo che unisce le moderne finalità economiche del gruppo agli obiettivi della norma e coglierne le possibili congruenze, si analizzano, preliminarmente, le motivazioni che spingono alla costituzione di tali aggregati economici, osservandoli come modalità di ricerca della grande dimensione, come forme efficienti di governo delle transazioni, come moltiplicatori del capitale controllato, come architetture organizzativo-giuridiche per la creazione di un assetto istituzionale più efficiente ed efficace. La seconda parte del lavoro è tutta dedicata alla ricerca della costruzione giuridica del gruppo ed ai suoi tratti evolutivi nella recente normativa sulla corporate governance, con particolare riferimento alla sperimetrazione, di volta in volta, rilevante per garantire diverse forme di tutela, generali e speciali, individuate, con la finalità di giungere a considerazioni conclusive circa l'efficacia delle soluzioni adottate, anche con riferimento. alla legislazione internazionale esistente
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