Nell’ambito cronologico prescelto come campo d’indagine, dalla nascita a Roma dei primi poli cultuali fino al VII secolo, l’area e/o struttura sacra sfugge ad una definizione precisa e viene associata ad una serie di espressioni e di termini differenti proprio perché riflette una realtà complessa e non ancora codificata. Lo studio ha l'obiettivo di analizzare il lessico, ed in particolare quello epigrafico, connesso alla definizione di ‘aree sacre’, concepite e percepite come materialmente tangibili e fruibili dal singolo e dalla collettività. La varietà funzionale della documentazione epigrafica, che costituisce uno strumento privilegiato, e in alcuni casi unico, per la storia di un’‘area sacra’, permette di osservare i fenomeni relativi ai processi di sacralizzazione degli spazi da diversi punti di vista. La ricerca si basa sull’analisi comparata del lessico utilizzato nei testi epigrafici e le evidenze monumentali a cui esso si riferisce; tale relazione, che prescinde da una evidente dipendenza tra la scelta del termine e la fisionomia monumentale a cui esso si riferisce, è utile a ricostruire, dove possibile, il tipo di percezione della realtà spaziale che gli antichi avevano al momento della realizzazione dell'iscrizione.

Sanctorum Monumenta. 'Aree sacre' del suburbio di Roma nella documentazione epigrafica (IV-VII secolo). (ICI Subsidia VII) / DE SANTIS P. - (2010), pp. 1-298.

Sanctorum Monumenta. 'Aree sacre' del suburbio di Roma nella documentazione epigrafica (IV-VII secolo). (ICI Subsidia VII)

DE SANTIS, PAOLA
2010

Abstract

Nell’ambito cronologico prescelto come campo d’indagine, dalla nascita a Roma dei primi poli cultuali fino al VII secolo, l’area e/o struttura sacra sfugge ad una definizione precisa e viene associata ad una serie di espressioni e di termini differenti proprio perché riflette una realtà complessa e non ancora codificata. Lo studio ha l'obiettivo di analizzare il lessico, ed in particolare quello epigrafico, connesso alla definizione di ‘aree sacre’, concepite e percepite come materialmente tangibili e fruibili dal singolo e dalla collettività. La varietà funzionale della documentazione epigrafica, che costituisce uno strumento privilegiato, e in alcuni casi unico, per la storia di un’‘area sacra’, permette di osservare i fenomeni relativi ai processi di sacralizzazione degli spazi da diversi punti di vista. La ricerca si basa sull’analisi comparata del lessico utilizzato nei testi epigrafici e le evidenze monumentali a cui esso si riferisce; tale relazione, che prescinde da una evidente dipendenza tra la scelta del termine e la fisionomia monumentale a cui esso si riferisce, è utile a ricostruire, dove possibile, il tipo di percezione della realtà spaziale che gli antichi avevano al momento della realizzazione dell'iscrizione.
978-88-7228-598-5
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