Lo scritto analizza l'art. 5 del d.lgs. 28/2010 nella parte in cui disciplina la mediazione obbligatoria e quella delegata. Tra le disposizioni del decreto che "impongono" la mediazione un ruolo particolarmente rilevante è svolto dall'art. 5, 1° comma, che disciplina le ipotesi in cui la comparizione dei litiganti davanti al mediatore costituisce un passaggio obbligato per chiunque voglia accedere alla tutela giurisdizionale del proprio diritto. Dopo aver esaminato l'ambito operativo della norma e i dubbi interpretativi da essa posti, viene approfondita la disciplina positiva sotto il profilo della inosservanza dell'obbligo e delle conseguenze sul processo. Quindi, l'autrice affronta le non poche questioni controverse, passando a considerare le ipotesi di esenzione totale o parziale, per soffermarsi infine sui dubbi di legittimità costituzionale già all'attenzione della Consulta. Lo scritto si conclude con l'esame della apprezzabile novità della c.d. mediazione delegata, esperibile su invito del giudice e ricorrendo il presupposto dell'accordo delle parti e sui suoi possibili riflessi sulla disciplina del tentativo di conciliazione previsto dall’art. 185 c.p.c.

LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA E DELEGATA: RIFLESSI SUL PROCESSO CIVILE

REALI, Giovanna
2011

Abstract

Lo scritto analizza l'art. 5 del d.lgs. 28/2010 nella parte in cui disciplina la mediazione obbligatoria e quella delegata. Tra le disposizioni del decreto che "impongono" la mediazione un ruolo particolarmente rilevante è svolto dall'art. 5, 1° comma, che disciplina le ipotesi in cui la comparizione dei litiganti davanti al mediatore costituisce un passaggio obbligato per chiunque voglia accedere alla tutela giurisdizionale del proprio diritto. Dopo aver esaminato l'ambito operativo della norma e i dubbi interpretativi da essa posti, viene approfondita la disciplina positiva sotto il profilo della inosservanza dell'obbligo e delle conseguenze sul processo. Quindi, l'autrice affronta le non poche questioni controverse, passando a considerare le ipotesi di esenzione totale o parziale, per soffermarsi infine sui dubbi di legittimità costituzionale già all'attenzione della Consulta. Lo scritto si conclude con l'esame della apprezzabile novità della c.d. mediazione delegata, esperibile su invito del giudice e ricorrendo il presupposto dell'accordo delle parti e sui suoi possibili riflessi sulla disciplina del tentativo di conciliazione previsto dall’art. 185 c.p.c.
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