Il volume raccoglie due saggi che rappresentano momenti successivi di un percorso di storia del pensiero politico. Gli indirizzi di analisi privilegiati dagli autori intendono riflettere su due fasi del tempo moderno – fra XVII e XVIII secolo – lungo le quali è possibile cogliere nuove specificazioni del principio della libertà, nel suo rapporto con l’ordine politico e con la revisione del paradigma della sovranità all’indomani delle guerre di religione in Europa. I saggi, dunque, guardano l’uno all’Inghilterra del Seicento, e l’altro alla Francia del Settecento, attraverso la “lente” delle forme di governo, adottata in Inghilterra da John Milton e in Francia da Montesquieu. E nella ripresa di questo antichissimo tema, risalente ad Aristotele, si affiancano la valorizzazione della nozione di “repubblicanesimo”, ispirata al modello politico della repubblica romana, e la ricerca di una motivazione teorica per rimuovere, o quantomeno riformare in profondità, la figura del sovrano come unico soggetto decisore. Milton si spingerà fino al regicidio, mentre Montesquieu solleverà il velo della crisi della monarchia, suscettibile di degenerare in sistema contrario alla libertà. Nel recupero della tradizione degli antichi viene valorizzato il principio della pluralità delle religioni, della molteplicità dei soggetti impegnati nella politica e, infine, del ruolo stesso del popolo. Il discorso si articola passando attraverso il concetto di virtù, ulteriormente precisato e arricchito nel senso della sua valenza civile e pubblica. Milton e Montesquieu, in questo loro convincimento, devono necessariamente misurarsi con le opere di Machiavelli, specialmente con i suoi Discorsi, e con tutto il largo corredo della memoria dell’antica Roma, che il Fiorentino illustra nella sua opera più ricca di ragionamento storico. In questo senso, il volume costituisce anche un particolare osservatorio, dal quale decifrare le modalità della lettura di Machiavelli in Europa, di cui sia Milton, sia Montesquieu propongono una pagina di estrema vivacità e di grande interesse, in relazione alla finalità specifica del loro ragionamento.
Lessici della libertà. Cultura e politica fra Milton e Montesquieu
Mitarotondo Laura;Suppa Silvio
2012-01-01
Abstract
Il volume raccoglie due saggi che rappresentano momenti successivi di un percorso di storia del pensiero politico. Gli indirizzi di analisi privilegiati dagli autori intendono riflettere su due fasi del tempo moderno – fra XVII e XVIII secolo – lungo le quali è possibile cogliere nuove specificazioni del principio della libertà, nel suo rapporto con l’ordine politico e con la revisione del paradigma della sovranità all’indomani delle guerre di religione in Europa. I saggi, dunque, guardano l’uno all’Inghilterra del Seicento, e l’altro alla Francia del Settecento, attraverso la “lente” delle forme di governo, adottata in Inghilterra da John Milton e in Francia da Montesquieu. E nella ripresa di questo antichissimo tema, risalente ad Aristotele, si affiancano la valorizzazione della nozione di “repubblicanesimo”, ispirata al modello politico della repubblica romana, e la ricerca di una motivazione teorica per rimuovere, o quantomeno riformare in profondità, la figura del sovrano come unico soggetto decisore. Milton si spingerà fino al regicidio, mentre Montesquieu solleverà il velo della crisi della monarchia, suscettibile di degenerare in sistema contrario alla libertà. Nel recupero della tradizione degli antichi viene valorizzato il principio della pluralità delle religioni, della molteplicità dei soggetti impegnati nella politica e, infine, del ruolo stesso del popolo. Il discorso si articola passando attraverso il concetto di virtù, ulteriormente precisato e arricchito nel senso della sua valenza civile e pubblica. Milton e Montesquieu, in questo loro convincimento, devono necessariamente misurarsi con le opere di Machiavelli, specialmente con i suoi Discorsi, e con tutto il largo corredo della memoria dell’antica Roma, che il Fiorentino illustra nella sua opera più ricca di ragionamento storico. In questo senso, il volume costituisce anche un particolare osservatorio, dal quale decifrare le modalità della lettura di Machiavelli in Europa, di cui sia Milton, sia Montesquieu propongono una pagina di estrema vivacità e di grande interesse, in relazione alla finalità specifica del loro ragionamento.| File | Dimensione | Formato | |
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