Ulviyya è una giornalista e scrive da una prigione di uno degli stati più repressivi della libertà di stampa e, non sembri un paradosso, più impuniti: l’Azerbaijan. Spesso sfuggente ai radar dell’attenzione internazionale, questo stato dell’ex spazio post-sovietico situato alle porte dell’Europa beneficia di silenzi e indulgenze di cui fanno le spese attiviste e attivisti per i diritti umani, giornaliste e giornalisti e altre persone ancora, storici inclusi, che esprimono e praticano il pensiero critico e indipendente.
Ulviyya Guliyeva. La mia voce non si arresta
Alessandro Ajres
Writing – Review & Editing
2026-01-01
Abstract
Ulviyya è una giornalista e scrive da una prigione di uno degli stati più repressivi della libertà di stampa e, non sembri un paradosso, più impuniti: l’Azerbaijan. Spesso sfuggente ai radar dell’attenzione internazionale, questo stato dell’ex spazio post-sovietico situato alle porte dell’Europa beneficia di silenzi e indulgenze di cui fanno le spese attiviste e attivisti per i diritti umani, giornaliste e giornalisti e altre persone ancora, storici inclusi, che esprimono e praticano il pensiero critico e indipendente.File in questo prodotto:
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