Muovendo dalla metafora gramsciana dell’”interregno”, il capitolo inquadra il dibattito sul logos dell’intelligenza artificiale come un campo attraversato da letture polarizzate (potenza/insufficienza, presenza/assenza) che rischiano di occultare la dimensione decisiva della co-costituzione umano-tecnica. Contro l’idea di un’IA dotata di un’essenza autonoma, proponiamo una genealogia sociotecnica dell’algoritmo come pratica culturale e mostriamo come le “stagioni” dell’IA (simbolica e connessionista) vadano comprese non come paradigmi opposti, ma come momenti di un processo cibernetico in trasformazione. L’avvento degli LLM rende esplicita una nuova configurazione: gli assemblaggi cognitivi, in cui percezione, interpretazione e decisione si distribuiscono tra umani e media computazionali. Per chiarire ciò che distingue la protosenzienza dei sistemi generativi dalla cognizione umana, incrociamo la teoria della lettura profonda con una fenomenologia dell’embodiment e dell’empatia, evidenziando che il senso non “sta nella testa” ma emerge da relazioni vive tra corpo, testo e ambiente. In dialogo con differenti pensatori e pensatrici, leggiamo infine la tecnosimbiosi come incontro di traiettorie evolutive inverse (biologica e computazionale) e chiudiamo proponendo di mettere in crisi la coppia immanenza/trascendenza a favore della categoria di emergenza, intesa insieme come emersione epistemica e come urgenza etico-politica.
Verso un logos digitale o un logos diverso? Dal corpo all’algoritmo e ritorno
Carnevale, Antonio
Conceptualization
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2026-01-01
Abstract
Muovendo dalla metafora gramsciana dell’”interregno”, il capitolo inquadra il dibattito sul logos dell’intelligenza artificiale come un campo attraversato da letture polarizzate (potenza/insufficienza, presenza/assenza) che rischiano di occultare la dimensione decisiva della co-costituzione umano-tecnica. Contro l’idea di un’IA dotata di un’essenza autonoma, proponiamo una genealogia sociotecnica dell’algoritmo come pratica culturale e mostriamo come le “stagioni” dell’IA (simbolica e connessionista) vadano comprese non come paradigmi opposti, ma come momenti di un processo cibernetico in trasformazione. L’avvento degli LLM rende esplicita una nuova configurazione: gli assemblaggi cognitivi, in cui percezione, interpretazione e decisione si distribuiscono tra umani e media computazionali. Per chiarire ciò che distingue la protosenzienza dei sistemi generativi dalla cognizione umana, incrociamo la teoria della lettura profonda con una fenomenologia dell’embodiment e dell’empatia, evidenziando che il senso non “sta nella testa” ma emerge da relazioni vive tra corpo, testo e ambiente. In dialogo con differenti pensatori e pensatrici, leggiamo infine la tecnosimbiosi come incontro di traiettorie evolutive inverse (biologica e computazionale) e chiudiamo proponendo di mettere in crisi la coppia immanenza/trascendenza a favore della categoria di emergenza, intesa insieme come emersione epistemica e come urgenza etico-politica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


