This paper addresses the topic of the nomophylactic role of the Supreme Court in that “logical circle” where the judge is constantly balancing between emotions and rules, between law and judgment. Thus, judgment and law are found in the words of the ruling which, together with the words of the law, ensure the predictability of judicial decisions. While the European implementation of legality should represent an expansion of guarantees for the individual, in practice the idea has solidified that, when faced with a provision that is unclear in its formal aspect, “creative” jurisprudential intervention contributes to the knowability and predictability, as well as to the role that the nomophylactic role can assume, concerning the fundamental guarantee of legality in criminal proceedings. However, in some situations the nomophylactic role is diminished by certain jurisprudentially based institutions that appear as a commodus discessus for the Supreme Court and its preeminent role. In particular, the case law of the highest courts, contrary to the constitutional and statutory provisions, maintains that, in the case of a ‘double confirmation,’ the reasoning of the appellate court merges with that of the first instance, and moreover, according to the same case law, it would restrict appeals to the Supreme Court with strict limits. This is creative case law that violates Article 111 of the Constitution both regarding the obligation to provide reasoning for judgments and concerning the right to a full assessment at every stage and level of criminal proceedings.

Il presente lavoro affronta la tematica inerente alla funzione nomofilattica della Cassazione in quel “circolo logico” in cui il Giudice è in perenne bilico tra emozioni e regole, tra legge e giudizio. Sicché, giudizio e legge si ritrovano nelle parole della sentenza che unitamente alle parole della legge, assicurano la calcolabilità delle decisioni giudiziarie. Se la trasposizione europea della legalità dovrebbe rappresentare un ampliamento delle garanzie per il singolo individuo, di fatto si è cristallizzata l’idea che di fronte ad una disposizione non chiara nel suo dato formale l’intervento giurisprudenziale “creativo”, concorra alla conoscibilità e prevedibilità ed al ruolo che la funzione nomofilattica può assumere, rispetto alla fondamentale garanzia della legalità nel processo penale. Tuttavia, in alcune situazioni la funzione nomofilattica viene sminuita da alcuni istituti di matrice giurisprudenziale che appaiono come un commodus discessus per la Cassazione e la sua funzione preminente. In particolare, la giurisprudenza di legittimità contrariamente al dettato costituzionale e codicistico, sostiene che, in caso di “doppia conforme”, la motivazione della sentenza d’appello si fonderebbe con quella di primo grado e, per giunta, secondo la stessa giurisprudenza, vieterebbe con stringenti limiti il ricorso in cassazione. Si tratta di una giurisprudenza creativa che viola l’art. 111 Cost. sia quanto all’obbligo di motivazione delle sentenze sia riguardo al diritto ad un accertamento pieno in ogni stato e grado del giudizio penale.

LA FUNZIONE NOMOFILATTICA E IL COMMODUS DISCESSUS DELLA CASSAZIONE IN TEMA DI DOPPIA CONFORME

Garofoli Francesca Jole
2026-01-01

Abstract

This paper addresses the topic of the nomophylactic role of the Supreme Court in that “logical circle” where the judge is constantly balancing between emotions and rules, between law and judgment. Thus, judgment and law are found in the words of the ruling which, together with the words of the law, ensure the predictability of judicial decisions. While the European implementation of legality should represent an expansion of guarantees for the individual, in practice the idea has solidified that, when faced with a provision that is unclear in its formal aspect, “creative” jurisprudential intervention contributes to the knowability and predictability, as well as to the role that the nomophylactic role can assume, concerning the fundamental guarantee of legality in criminal proceedings. However, in some situations the nomophylactic role is diminished by certain jurisprudentially based institutions that appear as a commodus discessus for the Supreme Court and its preeminent role. In particular, the case law of the highest courts, contrary to the constitutional and statutory provisions, maintains that, in the case of a ‘double confirmation,’ the reasoning of the appellate court merges with that of the first instance, and moreover, according to the same case law, it would restrict appeals to the Supreme Court with strict limits. This is creative case law that violates Article 111 of the Constitution both regarding the obligation to provide reasoning for judgments and concerning the right to a full assessment at every stage and level of criminal proceedings.
2026
Il presente lavoro affronta la tematica inerente alla funzione nomofilattica della Cassazione in quel “circolo logico” in cui il Giudice è in perenne bilico tra emozioni e regole, tra legge e giudizio. Sicché, giudizio e legge si ritrovano nelle parole della sentenza che unitamente alle parole della legge, assicurano la calcolabilità delle decisioni giudiziarie. Se la trasposizione europea della legalità dovrebbe rappresentare un ampliamento delle garanzie per il singolo individuo, di fatto si è cristallizzata l’idea che di fronte ad una disposizione non chiara nel suo dato formale l’intervento giurisprudenziale “creativo”, concorra alla conoscibilità e prevedibilità ed al ruolo che la funzione nomofilattica può assumere, rispetto alla fondamentale garanzia della legalità nel processo penale. Tuttavia, in alcune situazioni la funzione nomofilattica viene sminuita da alcuni istituti di matrice giurisprudenziale che appaiono come un commodus discessus per la Cassazione e la sua funzione preminente. In particolare, la giurisprudenza di legittimità contrariamente al dettato costituzionale e codicistico, sostiene che, in caso di “doppia conforme”, la motivazione della sentenza d’appello si fonderebbe con quella di primo grado e, per giunta, secondo la stessa giurisprudenza, vieterebbe con stringenti limiti il ricorso in cassazione. Si tratta di una giurisprudenza creativa che viola l’art. 111 Cost. sia quanto all’obbligo di motivazione delle sentenze sia riguardo al diritto ad un accertamento pieno in ogni stato e grado del giudizio penale.
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