Sullo sfondo della Guerra fredda, lo scrittore inglese John Christopher affida ai suoi romanzi una riflessione sulla sopravvivenza dopo la catastrofe, espressione di «un groviglio di ansie epocali» [Guidotti]. Attraverso la lente dell’ecocritica, questo contributo propone un'analisi del romanzo "The World in Winter" (1962), narrazione del cambiamento climatico. Nell'opera, l’avvento di una nuova era glaciale colpisce l’emisfero boreale e risparmia i Paesi più caldi, determinando un radicale mutamento negli equilibri geopolitici e mostrando come centro e margini si possano invertire con facilità [Oramus]. Pubblicato nell'anno della Crisi dei missili di Cuba e di "Silent Spring" di Rachel Carson, il romanzo riflette i turbamenti e le ombre del tempo. Tuttavia l’autore, più che esplorare la dimensione ecologica (il cambiamento climatico nel testo non ha infatti origine antropogenica), si sofferma sul tema del white man’s burden nel contesto della fine dell’impero, tra il senso di colpa britannico e il timore della vendetta da parte delle ex-colonie.
“In the ruins of a dead city”. Note su The World in Winter di John Christopher
Laura Chiara Spinelli
2026-01-01
Abstract
Sullo sfondo della Guerra fredda, lo scrittore inglese John Christopher affida ai suoi romanzi una riflessione sulla sopravvivenza dopo la catastrofe, espressione di «un groviglio di ansie epocali» [Guidotti]. Attraverso la lente dell’ecocritica, questo contributo propone un'analisi del romanzo "The World in Winter" (1962), narrazione del cambiamento climatico. Nell'opera, l’avvento di una nuova era glaciale colpisce l’emisfero boreale e risparmia i Paesi più caldi, determinando un radicale mutamento negli equilibri geopolitici e mostrando come centro e margini si possano invertire con facilità [Oramus]. Pubblicato nell'anno della Crisi dei missili di Cuba e di "Silent Spring" di Rachel Carson, il romanzo riflette i turbamenti e le ombre del tempo. Tuttavia l’autore, più che esplorare la dimensione ecologica (il cambiamento climatico nel testo non ha infatti origine antropogenica), si sofferma sul tema del white man’s burden nel contesto della fine dell’impero, tra il senso di colpa britannico e il timore della vendetta da parte delle ex-colonie.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


