Il contributo indaga criticamente il tema della valutazione di affidabilità di un testimone, mettendone in evidenza l’intrinseca fragilità. Decostruito quel tradizionale paradigma che ne assumeva l’oggettività epistemica, appare ormai acquisita la consapevolezza per cui il testimone, ove pure non menta deliberatamente, resta pur sempre portatore di una rappresentazione soggettivamente mediata e, dunque, potenzialmente fallibile del fatto. Sebbene il codice di procedura penale appronti strumenti funzionali a stanare una menzogna o un falso ricordo, non sempre questi appaiono sufficienti a colmare quel “nucleo alogeno” immanente ad ogni contributo narrativo. Di qui, il tentativo di esercitare un controllo scientifico sull’affidabilità del testimone, ricorrendo alle chances offerte dalle neuroscienze e – soprattutto – dall’intelligenza artificiale. L’indagine ne evidenzia il potenziale euristico ma anche i rilevanti rischi sul piano delle garanzie processuali. Ne emerge l’esigenza di un approccio prudente e casistico che, pur aperto all’innovazione, preservi la centralità del giudizio umano.
L’affidabilità (scientifica) della testimonianza
Delvecchio F.
2026-01-01
Abstract
Il contributo indaga criticamente il tema della valutazione di affidabilità di un testimone, mettendone in evidenza l’intrinseca fragilità. Decostruito quel tradizionale paradigma che ne assumeva l’oggettività epistemica, appare ormai acquisita la consapevolezza per cui il testimone, ove pure non menta deliberatamente, resta pur sempre portatore di una rappresentazione soggettivamente mediata e, dunque, potenzialmente fallibile del fatto. Sebbene il codice di procedura penale appronti strumenti funzionali a stanare una menzogna o un falso ricordo, non sempre questi appaiono sufficienti a colmare quel “nucleo alogeno” immanente ad ogni contributo narrativo. Di qui, il tentativo di esercitare un controllo scientifico sull’affidabilità del testimone, ricorrendo alle chances offerte dalle neuroscienze e – soprattutto – dall’intelligenza artificiale. L’indagine ne evidenzia il potenziale euristico ma anche i rilevanti rischi sul piano delle garanzie processuali. Ne emerge l’esigenza di un approccio prudente e casistico che, pur aperto all’innovazione, preservi la centralità del giudizio umano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


