L'introduzione al volume "Il procedimento di sorveglianza" analizza nei vari capitoli la funzione costituzionale della pena prevista dall’art. 27, comma 3 Cost. ove si evidenzia la finalità rieducativa che si realizza nei percorsi di reinserimento sociale, attraverso un check-balance in termini di trattamento e sicurezza. Il contenuto strutturale della pena ha, però, una portata più ampia poiché, come indicato dalla Corte cost. 313/1990: “la necessità costituzionale che la pena debba tendere a rieducare, lungi dal rappresentare una generica tendenza riferita al solo trattamento, indica invece proprio una delle qualità essenziali e generali che caratterizzano la pena nel suo contenuto ontologico e, l’accompagnano da quando nasce, nell’astratta previsione normativa, fino a quando in concreto si estingue”. È sulla base di tale osservazione che il volume si propone di offrire una ricostruzione emblematica, nella complessità dei temi che involgono i complicati rapporti tra, tutela della dignità umana, funzione costituzionale della pena e giurisdizione rieducativa, con un esame approfondito sulle recenti riforme legislative. Su un piano assiologico, il volume analizza forme esecutive extramurarie, in ragione di quei criteri di proporzionalità che limitano la forza punitiva dello Stato sull’individuo, in una visione del carcere quale extrema ratio. In tale percorso esegetico, occorre interrogarsi, sul ruolo della magistratura di sorveglianza, nell’attuale quadro costituzionale ed ordinamentale, quale autorità giudiziaria deputata a dare attuazione alla “giurisdizione rieducativa”.
Introduzione
Garofoli Francesca Jole
2026-01-01
Abstract
L'introduzione al volume "Il procedimento di sorveglianza" analizza nei vari capitoli la funzione costituzionale della pena prevista dall’art. 27, comma 3 Cost. ove si evidenzia la finalità rieducativa che si realizza nei percorsi di reinserimento sociale, attraverso un check-balance in termini di trattamento e sicurezza. Il contenuto strutturale della pena ha, però, una portata più ampia poiché, come indicato dalla Corte cost. 313/1990: “la necessità costituzionale che la pena debba tendere a rieducare, lungi dal rappresentare una generica tendenza riferita al solo trattamento, indica invece proprio una delle qualità essenziali e generali che caratterizzano la pena nel suo contenuto ontologico e, l’accompagnano da quando nasce, nell’astratta previsione normativa, fino a quando in concreto si estingue”. È sulla base di tale osservazione che il volume si propone di offrire una ricostruzione emblematica, nella complessità dei temi che involgono i complicati rapporti tra, tutela della dignità umana, funzione costituzionale della pena e giurisdizione rieducativa, con un esame approfondito sulle recenti riforme legislative. Su un piano assiologico, il volume analizza forme esecutive extramurarie, in ragione di quei criteri di proporzionalità che limitano la forza punitiva dello Stato sull’individuo, in una visione del carcere quale extrema ratio. In tale percorso esegetico, occorre interrogarsi, sul ruolo della magistratura di sorveglianza, nell’attuale quadro costituzionale ed ordinamentale, quale autorità giudiziaria deputata a dare attuazione alla “giurisdizione rieducativa”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


