Scriveva Giovanni Macchia nel Mito di Parigi che “nei rapporti con la letteratura accadde nella Francia dell’Ottocento qualcosa che non si era verificato in altre epoche. Una città assume la parte di prota- gonista. Diviene fonte e contenuto di poesia” (Macchia, 2021, p. 307). Ciò accadde in particolar modo per il romanzo, genere che permetteva di ambientare le azioni dei protagonisti spaziando da un capo all’altro di Parigi, mettendo spesso in contrasto la provincia con la capitale. Lo sguardo dei protagonisti di questi romanzi è lo sguardo sulla città, nei suoi spazi interni ed esterni. Perché nei romanzi l’azione non prende semplicemente posto nello spazio ma costituisce essa stessa lo spazio. Ne consegue che la rappresentazione dello spazio non è un modo semplice di descrivere la realtà ma di crearla
Mappare in digitale lo sguardo sulla città: Parigi nel romanzo dell’Ottocento
Michele Sollecito
2026-01-01
Abstract
Scriveva Giovanni Macchia nel Mito di Parigi che “nei rapporti con la letteratura accadde nella Francia dell’Ottocento qualcosa che non si era verificato in altre epoche. Una città assume la parte di prota- gonista. Diviene fonte e contenuto di poesia” (Macchia, 2021, p. 307). Ciò accadde in particolar modo per il romanzo, genere che permetteva di ambientare le azioni dei protagonisti spaziando da un capo all’altro di Parigi, mettendo spesso in contrasto la provincia con la capitale. Lo sguardo dei protagonisti di questi romanzi è lo sguardo sulla città, nei suoi spazi interni ed esterni. Perché nei romanzi l’azione non prende semplicemente posto nello spazio ma costituisce essa stessa lo spazio. Ne consegue che la rappresentazione dello spazio non è un modo semplice di descrivere la realtà ma di crearlaI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


