Il rapporto tra diritto all’istruzione e risorse costituisce uno dei nodi più problematici del costituzionalismo sociale contemporaneo, reso ancor più complesso dall’intreccio tra vincoli europei di bilancio, riassetto delle competenze legislative tra Stato e Regioni ed esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica. Se la dottrina e la giurisprudenza costituzionale hanno progressivamente affinato i criteri di bilanciamento tra garanzia dei diritti e sostenibilità finanziaria, restano ancora aperti interrogativi fondamentali sulla effettività del diritto all’istruzione, sulla tenuta della distinzione tra istruzione obbligatoria e diritto allo studio, sulla perimetrazione del merito come criterio selettivo costituzionalmente orientato e sui rischi di differenziazione territoriale delle garanzie connessi all’attuazione dell’autonomia differenziata. Il lavoro si propone di rileggere criticamente questi profili alla luce dei più recenti sviluppi normativi e giurisprudenziali e di avanzare una prospettiva interpretativa che riconduca la spesa per l’istruzione alla categoria dell’investimento produttivo, con conseguenti implicazioni sul piano del mdiritto europeo dei bilanci pubblici e sulla possibilità di sottrarre tale voce di spesa agli stringenti vincoli che condizionano l’effettività dei diritti sociali
Istruzione e risorse: profili costituzionali
Marcello Salerno
2026-01-01
Abstract
Il rapporto tra diritto all’istruzione e risorse costituisce uno dei nodi più problematici del costituzionalismo sociale contemporaneo, reso ancor più complesso dall’intreccio tra vincoli europei di bilancio, riassetto delle competenze legislative tra Stato e Regioni ed esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica. Se la dottrina e la giurisprudenza costituzionale hanno progressivamente affinato i criteri di bilanciamento tra garanzia dei diritti e sostenibilità finanziaria, restano ancora aperti interrogativi fondamentali sulla effettività del diritto all’istruzione, sulla tenuta della distinzione tra istruzione obbligatoria e diritto allo studio, sulla perimetrazione del merito come criterio selettivo costituzionalmente orientato e sui rischi di differenziazione territoriale delle garanzie connessi all’attuazione dell’autonomia differenziata. Il lavoro si propone di rileggere criticamente questi profili alla luce dei più recenti sviluppi normativi e giurisprudenziali e di avanzare una prospettiva interpretativa che riconduca la spesa per l’istruzione alla categoria dell’investimento produttivo, con conseguenti implicazioni sul piano del mdiritto europeo dei bilanci pubblici e sulla possibilità di sottrarre tale voce di spesa agli stringenti vincoli che condizionano l’effettività dei diritti socialiI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


