Tutte le lingue sono in una dinamica permanente di trasformazione e, all’interno della propria lingua, uno scrittore elabora la sua che sarà specifica per ogni opera. Il traduttore si ritrova, dunque, a confrontarsi non soltanto con le due lingue coinvolte, ma soprattutto con una lingua originale che deve restituire. La punteggiatura, in particolare, non può costituire uno dei luoghi privilegiati in cui si esercita questa vitalità? L’articolo si propone di indagare l’accoglienza ad essa riservata nelle scelte traduttive – dal francese in italiano –nel caso di due romanzi di Laurent Mauvignier, Des Hommes (Éditions de Minuit, 2009) e Ce que j’appelle oubli (Éditions de Minuit, 2011), diventati, per mano di Yasmina Mélahouah, Degli Uomini (Feltrinelli, 2010) e Storia di un oblio (Feltrinelli, 2012), nonché di Zone di Mathias Enard, pubblicato con il titolo Zona. Come tradurre, in particolare, i romanzi composti da un’unica frase, quali Ce que j’appelle oubli e Zone ?

La punteggiatura alla prova della traduzione o la traduzione alla prova della punteggiatura?

Termite, Marinella
2026-01-01

Abstract

Tutte le lingue sono in una dinamica permanente di trasformazione e, all’interno della propria lingua, uno scrittore elabora la sua che sarà specifica per ogni opera. Il traduttore si ritrova, dunque, a confrontarsi non soltanto con le due lingue coinvolte, ma soprattutto con una lingua originale che deve restituire. La punteggiatura, in particolare, non può costituire uno dei luoghi privilegiati in cui si esercita questa vitalità? L’articolo si propone di indagare l’accoglienza ad essa riservata nelle scelte traduttive – dal francese in italiano –nel caso di due romanzi di Laurent Mauvignier, Des Hommes (Éditions de Minuit, 2009) e Ce que j’appelle oubli (Éditions de Minuit, 2011), diventati, per mano di Yasmina Mélahouah, Degli Uomini (Feltrinelli, 2010) e Storia di un oblio (Feltrinelli, 2012), nonché di Zone di Mathias Enard, pubblicato con il titolo Zona. Come tradurre, in particolare, i romanzi composti da un’unica frase, quali Ce que j’appelle oubli e Zone ?
2026
Toutes les langues sont dans une dynamique permanente de transformation et, au sein de sa propre langue, un écrivain élabore la sienne qui sera propre à chacune de ses œuvres. Le traducteur se retrouve donc confronté pas seulement aux deux langues impliquées mais surtout à une langue originale qu’il doit restituer. La ponctuation, en particulier, ne peut-elle pas constituer un des lieux où s’exerce cette vitalité ? Cet article se propose d’enquêter sur l’accueil qui lui réservé dans les choix traductifs - du français à l’italien - de deux romans de Laurent Mauvignier, Des Hommes (Editions de Minuit, 2009) et Ce que j’appelle oubli (Éditions de Minuit, 2011) qui deviennent Degli Uomini (Feltrinelli, 2010) et Storia di un oblio (Feltrinelli, 2012) et Zone de Mathias Enard (Actes Sud, 2008), publié sous le titre Zona (e/o, 2022).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11586/592242
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