Il contributo analizza la tutela del consumatore anziano nel contesto della silver economy, con particolare riferimento alla disciplina delle pratiche commerciali scorrette e alle sfide poste dalla digitalizzazione dei mercati. Muovendo dalla constatazione che le persone anziane non costituiscono un gruppo omogeneo, il lavoro indaga le molteplici forme di vulnerabilità che possono derivare dall’interazione tra fattori personali, sociali, economici e tecnologici. La disciplina delle pratiche commerciali scorrette, pur offrendo strumenti di tutela preventiva e riconoscendo la rilevanza dell’età come possibile fattore di vulnerabilità, presenta limiti applicativi, soprattutto per la difficoltà di individuare le persone anziane come gruppo vulnerabile in ragione della sola età. L’evoluzione dei mercati digitali, caratterizzati da profilazione algoritmica, personalizzazione delle offerte e architetture di scelta manipolative, accentua tali criticità, rendendo insufficiente un modello di tutela fondato esclusivamente su obblighi informativi. Alla luce delle recenti normative europee (DSA, DMA, AI Act) il contributo evidenzia l’opportunità verso un modello di tutela preventiva e strutturale, orientato alla protezione della persona e al divieto di sfruttamento delle vulnerabilità. Si sostiene, in conclusione, la necessità di un approccio dinamico e contestuale alla vulnerabilità del consumatore anziano, capace di cogliere l’interazione tra caratteristiche individuali e potere delle imprese digitali, così da garantire un’effettiva tutela dell’autodeterminazione e della dignità della persona.
Pratiche commerciali scorrette e tutela del consumatore anziano
Scardigno Maria Stefania
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza la tutela del consumatore anziano nel contesto della silver economy, con particolare riferimento alla disciplina delle pratiche commerciali scorrette e alle sfide poste dalla digitalizzazione dei mercati. Muovendo dalla constatazione che le persone anziane non costituiscono un gruppo omogeneo, il lavoro indaga le molteplici forme di vulnerabilità che possono derivare dall’interazione tra fattori personali, sociali, economici e tecnologici. La disciplina delle pratiche commerciali scorrette, pur offrendo strumenti di tutela preventiva e riconoscendo la rilevanza dell’età come possibile fattore di vulnerabilità, presenta limiti applicativi, soprattutto per la difficoltà di individuare le persone anziane come gruppo vulnerabile in ragione della sola età. L’evoluzione dei mercati digitali, caratterizzati da profilazione algoritmica, personalizzazione delle offerte e architetture di scelta manipolative, accentua tali criticità, rendendo insufficiente un modello di tutela fondato esclusivamente su obblighi informativi. Alla luce delle recenti normative europee (DSA, DMA, AI Act) il contributo evidenzia l’opportunità verso un modello di tutela preventiva e strutturale, orientato alla protezione della persona e al divieto di sfruttamento delle vulnerabilità. Si sostiene, in conclusione, la necessità di un approccio dinamico e contestuale alla vulnerabilità del consumatore anziano, capace di cogliere l’interazione tra caratteristiche individuali e potere delle imprese digitali, così da garantire un’effettiva tutela dell’autodeterminazione e della dignità della persona.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


