Dai batteri all'intelligenza artificiale. I futuri dell'umano con i nostri simbionti non umani di N. Katherine Hayles propone un ripensamento radicale dell'antropocentrismo attraverso l'elaborazione di un Framework Cognitivo Integrato (FCI), che estende la nozione di cognizione ben oltre i confini della coscienza umana, riconoscendola come proprietà diffusa in tutte le forme di vita — dai batteri alle piante, dagli xenobot ai media computazionali. Muovendo lungo tre scale intrecciate — micro (i processi cognitivi cellulari e molecolari), evo (la co-evoluzione di biologia e cultura) e tecno (il ruolo cognitivo degli artefatti computazionali) — il volume ricostruisce una genealogia della tecnosimbiosi che dialoga criticamente con la teoria dell'autopoiesi di Maturana e Varela, l'ipotesi Gaia di Lovelock e Margulis, la biosemiotica e gli Science and Technology Studies. Attraverso casi di studio che spaziano dall'editing genetico CRISPR-Cas9 alla creazione di xenobot, dall'evoluzione mineralogica ai Large Language Models come GPT-3 e GPT-4, Hayles esamina come gli assemblaggi cognitivi umano-macchina stiano ridefinendo agency, interpretazione e produzione di significato. Il libro dedica ampio spazio anche all'analisi di narrazioni letterarie e fantascientifiche — da Autonomous di Annalee Newitz a Klara e il Sole di Ishiguro, da Macchine come me di McEwan a Il Ministero per il Futuro di Kim Stanley Robinson — quali laboratori cognitivi per immaginare forme di coesistenza tra umani, intelligenze artificiali e altre specie. L'opera si conclude proponendo la relazionalità ecologica come alternativa al liberalismo politico classico, delineando possibili "meccanismi di collegamento" tra le scale micro, meso e macro per affrontare le crisi planetarie contemporanee.
Dai batteri all'intelligenza artificiale. I futuri dell'umano con i nostri simbionti non umani
Antonio Carnevale
Supervision
;Gabriele NinoMethodology
2025-01-01
Abstract
Dai batteri all'intelligenza artificiale. I futuri dell'umano con i nostri simbionti non umani di N. Katherine Hayles propone un ripensamento radicale dell'antropocentrismo attraverso l'elaborazione di un Framework Cognitivo Integrato (FCI), che estende la nozione di cognizione ben oltre i confini della coscienza umana, riconoscendola come proprietà diffusa in tutte le forme di vita — dai batteri alle piante, dagli xenobot ai media computazionali. Muovendo lungo tre scale intrecciate — micro (i processi cognitivi cellulari e molecolari), evo (la co-evoluzione di biologia e cultura) e tecno (il ruolo cognitivo degli artefatti computazionali) — il volume ricostruisce una genealogia della tecnosimbiosi che dialoga criticamente con la teoria dell'autopoiesi di Maturana e Varela, l'ipotesi Gaia di Lovelock e Margulis, la biosemiotica e gli Science and Technology Studies. Attraverso casi di studio che spaziano dall'editing genetico CRISPR-Cas9 alla creazione di xenobot, dall'evoluzione mineralogica ai Large Language Models come GPT-3 e GPT-4, Hayles esamina come gli assemblaggi cognitivi umano-macchina stiano ridefinendo agency, interpretazione e produzione di significato. Il libro dedica ampio spazio anche all'analisi di narrazioni letterarie e fantascientifiche — da Autonomous di Annalee Newitz a Klara e il Sole di Ishiguro, da Macchine come me di McEwan a Il Ministero per il Futuro di Kim Stanley Robinson — quali laboratori cognitivi per immaginare forme di coesistenza tra umani, intelligenze artificiali e altre specie. L'opera si conclude proponendo la relazionalità ecologica come alternativa al liberalismo politico classico, delineando possibili "meccanismi di collegamento" tra le scale micro, meso e macro per affrontare le crisi planetarie contemporanee.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


