La postfazione ricostruisce l'impianto teorico di Dai batteri all'intelligenza artificiale di N. Katherine Hayles, individuando nel superamento dell'antropocentrismo lo status quaestionis dell'intera opera. Il contributo analizza il Framework Cognitivo Integrato (FCI) elaborato dall'autrice come dispositivo pragmatico-operativo, e non come nuova metafisica sostitutiva, capace di mettere in relazione cognizioni umane e non umane, biologiche e artificiali, spostando l'attenzione dai confini dentro/fuori ai processi di reciproca composizione che li generano. Vengono ricostruite le tre scale di analisi impiegate da Hayles – micro, evo e tecno – attraverso cui la studiosa americana rintraccia forme di cognizione distribuita che vanno dai processi cellulari (batteri, CRISPR-Cas9) alle narrazioni culturali ed evolutive, fino ai media computazionali e ai Large Language Models. Particolare attenzione è dedicata al ruolo epistemologico della narrazione, intesa non come semplice rappresentazione ma come pratica cognitiva che produce e organizza la realtà, in dialogo con la tradizione dei Science and Technology Studies di matrice femminista (Haraway) e con l'eredità cibernetica (Wiener, Licklider). Il saggio si conclude interrogando lo statuto della tecnosimbiosi come categoria che non riduce la vita alla tecnica, ma ne fa emergere una nuova grammatica relazionale, sollevando questioni di responsabilità, agency distribuita e governo del futuro in un'epoca di accelerazione tecnologica.
Postfazione. Il futuro di tutte le specie. La lezione di N. Katherine Hayles per abitare la tecnosimbiosi
Antonio Carnevale
Conceptualization
;
2025-01-01
Abstract
La postfazione ricostruisce l'impianto teorico di Dai batteri all'intelligenza artificiale di N. Katherine Hayles, individuando nel superamento dell'antropocentrismo lo status quaestionis dell'intera opera. Il contributo analizza il Framework Cognitivo Integrato (FCI) elaborato dall'autrice come dispositivo pragmatico-operativo, e non come nuova metafisica sostitutiva, capace di mettere in relazione cognizioni umane e non umane, biologiche e artificiali, spostando l'attenzione dai confini dentro/fuori ai processi di reciproca composizione che li generano. Vengono ricostruite le tre scale di analisi impiegate da Hayles – micro, evo e tecno – attraverso cui la studiosa americana rintraccia forme di cognizione distribuita che vanno dai processi cellulari (batteri, CRISPR-Cas9) alle narrazioni culturali ed evolutive, fino ai media computazionali e ai Large Language Models. Particolare attenzione è dedicata al ruolo epistemologico della narrazione, intesa non come semplice rappresentazione ma come pratica cognitiva che produce e organizza la realtà, in dialogo con la tradizione dei Science and Technology Studies di matrice femminista (Haraway) e con l'eredità cibernetica (Wiener, Licklider). Il saggio si conclude interrogando lo statuto della tecnosimbiosi come categoria che non riduce la vita alla tecnica, ma ne fa emergere una nuova grammatica relazionale, sollevando questioni di responsabilità, agency distribuita e governo del futuro in un'epoca di accelerazione tecnologica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


